Quante volte vi è capitato di dire: “questo gioco non vale due euro”?
To The Moon attualmente non vale due euro. Per la precisione costa un euro e cinquantanove centesimi, grazie ai saldi estivi di Steam. Se il valore monetario è irrisorio, quello artistico lo proietta nell’olimpo dei videogiochi più emozionanti di tutti i tempi.
Con un comparto tecnico a dir poco povero, il buon Kan Gao ha realizzato un capolavoro narrativo. Se dovessero tenere un corso su come creare un videogioco con una trama con la T maiuscola, salirebbe in cattedra questo giovane programmatore (e autore). Lasciate stare la grafica per un momento, non pensate a quei pixel che stonano con il fotorealismo di buona parte della produzione videoludica odierna. Dimenticatevi che è stato realizzato col vetusto rpg maker xp, tool per la creazione di videogiochi che trovate quasi regalato ormai. Sarebbe come guardare il dito e non, appunto, la luna. Provate ad andare oltre e sarete ricompensati. Vi stupirete di come alla fine del viaggio starete empatizzando, tra lacrime e sorrisi, con i personaggi pixellosi di To The Moon.
IL GIOCO AL SERVIZIO DELLA STORIA
Cosa succederebbe se esistesse la possibilità di modificare i vostri ricordi in modo da farvi abbandonare la vita terrena col sorriso sulle labbra? I due protagonisti – al servizio della Sigmund Corp. – la professionale Eva Rosalene e il cinico dottor Neil Watts, si trovano di fronte ad un caso molto particolare: il loro cliente avrebbe voluto andare sulla luna, anche se non ne sa il motivo. Per effettuare questo “innesto” occorrerà scavare nel suo passato. Come potete aver intuito, siamo di fronte al figlio videoludico di The Eternal Sunshine Of Spotless Mind e Inception, un figlio che – badate bene – cammina sulle proprie gambe, lungi dal plagiare le due pellicole dalle quali trae solo ispirazione.
A differenza di ciò che avviene per buona parte dei videogiochi odierni, To The Moon sembra essere stato realizzato per dare una “veste” interattiva ad una storia. Poteva essere un film o un racconto, invece è stato prodotto un videogioco. La trama è realizzata in maniera esemplare riuscendo a coinvolgere emotivamente, finendo per oscillare sempre tra lacrime e risate (grazie alle continue punzecchiature che si scambiano Rosalene e Watts) che stemperano di tanto in tanto il clima che potrebbe essere troppo triste. Ciascun componente della storia è accuratamente dosato tanto da far volare letteralmente quelle 4/5 ore che impiegherete per arrivare alla conclusione di questa opera straordinaria. Ogni personaggio è delineato col suo carattere e le sue debolezze: dai due protagonisti al “cliente” John, passando per i comprimari che incontreremo in un viaggio nei suoi ricordi. Tutti i particolari che potreste trovare assurdi all’inizio avranno un loro perché. Le tematiche sono tutt’altro che banali e Kan Gao si tiene bel lontano dal cadere nei cliché tipici del classico melodramma del vedovo che rimpiange la propria amata. To The Moon è prima di tutto una storia d’amore molto, molto particolare.
Strutturalmente il gioco è molto vicino ad un’avventura grafica ma è al contempo molto atipico anche per il genere di appartenenza, avvicinandosi più ai “walking simulator”. Avremo a che fare con pochi enigmi alquanto semplici. Il gameplay, coerentemente con la filosofia dell’opera, è solo un mezzo per immergerci in una storia, vivendola “da dentro”. Saremo chiamati ad interagire con l’ambiente, scoprendo insieme ad Watts e Rosalene i particolari della vita di John. Non mancheranno i colpi di scena e nel finale rischierete di versare qualche lacrimuccia (o fiumi di lacrime come il sottoscritto).

MUSICA ED EMOZIONI
Come accade nei film, anche nei videogiochi l’elemento musicale ha un’importanza fondamentale. Quando viene a crearsi quell’alchimia tra immagini e accompagnamento sonoro, l’impatto emozionale sullo spettatore-giocatore è travolgente, toccando le giuste corde per commuovere. La colonna sonora di To The Moon è tra le migliori che abbia mai ascoltato in vent’anni di videogiochi ed è stata composta da nostro Kan Gao. Dolce e malinconica, esalta e amplifica le emozioni che il dipanarsi degli eventi ci scatenano. Non parliamo poi della delicata canzone finale “Everything is Alright”. Non aggiungo altro, ogni commento ulteriore è superfluo. Le musiche sono splendide.
UN VIDEOGIOCO D’AUTORE
Mai come in questo caso, è possibile inserire senza dubbi To The Moon nella categoria dei rari “videogiochi d’autore”. Malgrado nei titoli di coda figurino diversi nomi (che comunque numericamente sono nulla rispetto alle produzioni tripla A), ho il sospetto che il novanta per cento del gioco, se non tutto – – sia farina del sacco del solo Kan Gao. Questo signore ha dato una lezione a buona parte delle produzioni odierne. Gameplay, grafica, longevità sono tutti aspetti importanti in un videogioco ma quanti giochi abbiamo concluso che ora non ricordiamo nemmeno? Quante “storie” si sono volatilizzate nella nostra memoria perché non ci hanno lasciato nulla? To The Moon è chiaramente deficitario in tutte le caratteristiche che oggi sono professate quali pilastri del gioco moderno: non ha un comparto tecnico adeguato, ha un gameplay scarno nonché ripetitivo e dura solo 4/5 ore. Eppure questo gioco ha un’anima. Forse dovremmo usare la definizione data dallo stesso Gao alle sue opere: pixel interactive animation anziché “videogame” ma la questione non cambia: è un’opera da gustare almeno una volta nella vita. Una volta conclusa, vi sentirete arricchiti di una nuova esperienza e forse,come me, avrete voglia di fare una standing ovation per il Sig. Kan Gao.
P.S. Mi sembra palese ma non si sa mai: non guardate i gameplay su youtube! Valgono le stesse considerazioni fatte a suo tempo per Life Is Strange: questo gioco deve essere la vostra esperienza, non rovinatela guardando qualcuno che gioca. Prendetevi un pomeriggio libero e partite per il vostro viaggio.
P.S. 2 A fine anno o, probabilmente ad inizio 2017, uscirà il seguito “Finding Paradise”. Altro che Horizon Zero Down, God Of War e il nuovo Mass Effect: è questo il gioco che attendo di più!
P.S.3 Un assaggio dello splendido accompagnamento musicale:


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