Il 21 Agosto, insieme ad un mio compagno di avventure, ho avuto la fortuna di vedere in Imax a Riccione, in anteprima, il capitolo finale della trilogia nolaniana di batman. Premettendo che la tecnologia Imax è, a dir poco, meravigliosa e di sicuro farebbe sembrare un capolavoro anche le mie recite dell’asilo, cercherò di riassumere i miei pensieri su questo epico (mai aggettivo può essere più corretto) film.
Ho atteso qualche giorno, sbirciato qualche recensione, letto qualche commento pro e contro qua e là, notando che, essendo un film molto particolare( indubbiamente diverso dal cavaliere oscuro e per diversi aspetti anche da batman begins.), con una tematica e una struttura assolutamente atipica per i cinefumetti , ha diviso la critica e il pubblico.
E’ un film di supereroi molto strano. Batman compare dopo mezz’ora di film. Prima abbiamo un prologo dove ci viene mostrato il villain di turno, Bane, e poi osserviamo la Gotham post Joker, una città che sembra aver sconfitto le sue ombre, illuminata dal luminoso eroe Harvey Dent. E Bruce? Dopo qualche minuto lo ritroviamo, prima in una silhouette notturna sul balcone di casa sua e poi, seguendo i passi felpati di Selina Kyle, finalmente in tutta la sua…stanchezza. Un eroe solo e zoppo. Baffi e pizzetto. Vestaglia da notte e bastone. Neanche sotto periodo d’esame mi riduco in questo modo…e non è poco. Mai come in questo film si affronta la tematica Bruce-Batman, chi è tra i due la “maschera”, chi prevale nell’animo tormentato del protagonista. Fondamentalmente è uno dei temi centrali di tutta la saga (insieme a quello dell’”ispirare il bene”) che però qua trova il suo maggior approfondimento. Un signor Wayne che si è “lasciato andare”, tanto Gotham non ha più bisogno di Batman. E lui? Non ha ripreso a fare una vita normale, è rimasto prigioniero di quello stesso simbolo che aveva creato. La perdita di Rachel poi gli impedisce di affrontare anche altre conoscenze interessanti. Insomma: tutto fa pensare ad una vita grigia e monotona. Ricordo che stiamo parlando di Bruce Wayne. Già questo primo elemento è molto singolare: pensate ai vari Iron Man, Thor, Spiderman vari…un protagonista così tormentato lo ricordate? Assistiamo anche ai tentativi del paterno Alfred di risollevare il protetto in modo che quest’ultimo si faccia una vita, non come supereroe o crociato mascherato ma come uomo. Il rapporto col maggiordomo darà luogo a due delle scene più toccanti della trilogia (e applausi a scena aperta per Sir Caine!).
Accanto a Bruce si susseguono i ritratti degli altri personaggi: l’ambigua (ma dal cuore d’oro) Selina, il pur sempre combattivo Gordon col peso sulla coscienza, l’idealista Blake e poi…Bane. Un altro villain coi fiocchi: l’interpretazione di Hardy fa paura; un uomo violento (a dir poco), un terrorista provetto. Poco avvezzo alle sofisticaggini del Joker ma più pratico. E…non vi dico altro. Solo che non è un personaggio mono-dimensionale, statene certi.
Il Film tocca momenti epici di grande impatto (il duello con Bane è da brividi. Magnifico. ) e anche scene toccanti (il finale è qualcosa di magico), un capitolo che si basa sulle emozioni. Potrei fare diversi esempi ma rischierei di spoilerarvi tutto il film. La prova del cast è ottima, non so davvero individuare il migliore tra tutti.
In attesa di rivederlo (stavolta, ahimè in un cinema “normale”) con l’impegno di integrare questa recensione con altri punti (è un film che va digerito più volte, tanti sono i temi trattati e gli spunti di riflessione), vi saluto dicendo soltanto che Nolan si conferma il mio regista preferito e che è riuscito a concludere in maniera stupefacente e commovente la saga del cavaliere oscuro. Non oso pensare ad un batman diverso da quello nolaniano. Grazie zio Chris!


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