Aldiqua

L’uomo si stava avvicinando con passo affrettato mentre cercavo di capire dove fossi finito, provando a ripercorrere mentalmente gli ultimi minuti.

“Non ci pensi, la tentazione è forte ma serve molto tempo per elaborare il tutto, si fidi. Piuttosto si goda il suo soggiorno, la vede la scritta sopra di lei?”

Alzai lo sguardo e sopra di me vidi un gigantesco cartellone sospeso nel vuoto, feci qualche passo indietro, socchiusi gli occhi per non essere abbagliato dalla luce al neon e lessi, tra le colossali lettere illuminate, “Aldiqua:dove i sogni diventan realtà”.

“Non faccia caso alla forte illuminazione, io l’ho sempre detto che è troppo forte. Ci credo che alcuni di quelli che si affacciano da noi vedano la luce, ma Edison voleva fare le cose in grande, come suo solito. Non perdiamo tempo, mi presento: sono uno degli addetti al Benvenuto ad Aldiqua e le fornirò tutte le informazioni necessarie per una piacevole vacanza da noi”.

Mentre cercavo di farfugliare qualche frase, l’uomo aprì la borsa che aveva a tracolla.

“Allora, da che secolo viene? XXI, giusto? Mi dica se sbaglio, sa, il traffico è mostruoso e a volte anche la Direzione prende qualche granchio. No, no, è del XXI, ne sono sicuro, basta guardare come è vestito…quindi vediamo un po’. No tavole di cera, no pergamene, no libriccini, qua c’è un visore… avete già inventato la realtà virtuale? Dalla sua faccia non mi sembra convinto. Andiamo sul sicuro, ecco a lei.”

Mi porse un tablet bianco e sullo schermo scorreva a chiare lettere la scritta: Aldiqua.

“Questo accessorio, offerto gentilmente dalla Direzione, le permetterà di orientarsi e poter scegliere quale attività svolgere nel corso nel suo soggiorno. Le mostro come funziona: prima di tutto, per riunirsi ai propri familiari e antenati, le segnalo che la sua famiglia è nelle villette della zona 232290, Area 202877 (la potrà raggiungere facilmente sia a piedi che con un servizio navetta dalla piazza centrale a pochi metri da dove siamo ora). Ma passiamo subito al piatto forte, il fiore all’occhiello di Aldiqua”.

Si mise accanto a me ed esclamò: “Spettacoli.”

Lo schermo del tablet immediatamente cambiò.

“Come può vedere, ha l’elencazione delle categorie di spettacolo disponibili, ce ne è per tutti i gusti. A fianco degli show più di successo può notare, accanto al nome e alla sala, anche una piccola stella. Premendo sullo spettacolo che le interessa le apparirà un piccolo riassunto e gli interpreti. Vuole parlare con Kant e Platone? Alla sala 3095 potrà farlo. Preferisce affrontare la spiegazione della Relatività ristretta con Einstein? Alla 2430 potrà assistere alla sue lezioni. E ancora, Tolkien in sala 44980 tiene una conferenza: “Si può scrivere un fantasy senza elfi? Il genere fantastico dopo di me” mentre Asimov, Dick, Le Guin,Herbert e Bradbury parlano del “Futuro nella e della Fantascienza”.Tra l’altro, se è appassionato di letteratura, c’è un affascinante talk show con ospiti Proust e Bukowsky – moderatore Carver – “Riflessioni sull’Amore” oppure, se preferisce andare ancora più sul classico, in sala 252 abbiamo Dante, Shakesperare e Omero – con moderatore Virgilio –  “Oltre il millennio: come scrivere opere immortali”. A proposito di Dante, prima che me ne dimentichi, non si perda la Commedia’s Experience, il più grande parco giochi interattivo di Aldiqua’! Avrà la possibilità di vedere Inferno, Purgatorio e Paradiso come immaginati da Alighieri grazie a degli splendidi effetti visivi e delle scenografie da paura. Inoltre, potrà vedere dal vivo alcuni figuranti che impersonano i personaggi descritti nell’opera (non le dico quanti masochisti si sono offerti per i gironi infernali, non mi crederebbe! E non mi faccia raccontare degli eterni casting per scegliere Beatrice. Alighieri, direttore creativo del parco, si è impuntato, non gli andava bene nessuna e ha costretto alla fine quella povera donna ad impersonare sé stessa!). Per ulteriori indicazioni basta premere quel pulsante in alto a destra a forma di C. Ah, se è appassionato di cinema, segnalo, che proprio da poco Sergio Leone sta girando nella Sala 4566 il film su Stalingrado e cerca comparse. Se è interessato trova tutte le indicazioni sul tablet. Ah, dimenticavo, per i più romantici, invece, c’è “Confessioni Amorose”: permette di contattare una persona alla quale non avete mai potuto confessare i propri sentimenti (se è in cerca dell’anima gemella, le segnalo che il pubblico femminile va per la maggiore a quello spettacolo)” dandomi una lieve gomitata.

Rimase in silenzio per un attimo e sembrava parlare tra sé e sé: “Italiano, XXI secolo, cosa potrebbe ancora….ah, ma certo! Sport!”

Subito lo schermo del tablet cambiò di nuovo, mostrando un mappa tridimensionale.

“Non si faccia impressionare dalla mole dell’area sportiva, mi creda, dopo qualche tempo la conoscerà a menadito e saprà orientarsi anche senza mappa. Vede qua a destra? C’è il circuito di Formula Uno. Basta presentarsi e subito le verrà assegnata una vettura. Potrà gareggiare con, uhm, vediamo chi c’è per ora… di sicuro Fangio, Giles Villenevue e ovviamente Senna. Li troverà tutti lì, da quanto ne so non si sono mai allontanati un attimo dal circuito. Se invece preferisce il calcio, si tengono diversi tornei con le vecchie glorie nazionali e c’è anche una neonata scuola calcio gestita da Cruijff.  Potrei andare avanti per ore, non la tedierò, le consiglio solo di dare un’occhiata al settore “Arti marziali e Pugilato”: vedere Mohammed Alì contro Bruce Lee è qualcosa di memorabile, si fidi. Qualora sia amante del rischio ed abbia una passione per le scommesse “Nostradamus”, a pochi isolati di distanza, potrà sbizzarrirsi a scommettere sui futuri eventi – sportivi e non – sulla Terra, senza badare a spese (le fiches sono infinite). Non la trattengo ulteriormente, le ricordo che non siamo realmente sulle nuvole e non c’è pericolo di cadere giù (purtroppo al settore creativo non è che abbiano idee molto originali e, d’altro canto, alla maggior parte delle persone piace così, valli a capire) e che le sale sono contrassegnate unicamente da una porta con un numero illuminato (potrà entrare ed uscire in qualsiasi momento). Inoltre, se desidera comunicare con i propri parenti e discendenti giù in basso, c’è il Reparto Onirico. Faccio presente che talvolta ci sono alcuni malfunzionamenti e che non sempre le comunicazioni sono chiare, provvederemo a risolvere tali inconvenienti tecnici al più presto. Augurandole buon soggiorno le segnalo, infine, la presenza del reparto sperimentale “Ritorni”, qualora desiderasse reincarnarsi. A dire la verità non è molto trafficato, salvo alcuni habituè come il Dalai Lama” .

Aggiunse con tono meccanico “Aldiqua non si assume nessuna responsabilità sulla forma assunta, sugli effetti psicologici derivanti, sul periodo storico di destinazione e sulla durata del ritorno. Usare con cautela”.

Mi strinse la mano e aggiunse:

“Dica la verità, non le sembro più professionale così, con il mio completo bianco? E’ dura farlo capire al settore creativo, ossessionato da orpelli come ali finte, tuniche e svolazzamenti vari.

Se ne andò con passo affettato mentre io rimasi per qualche attimo immobile con il tablet in mano.

Tirai un lungo sospiro e mi diressi verso la piazza davanti a me.

2 pensieri riguardo “Aldiqua

  1. Come sai e come ti ho già scritto, io ti leggo sempre volentieri, anche quando mi manca il tempo per commentarti.
    Oltretutto, cerco ogni volta di mettere il mio like solo quando ho la possibilità anche di spiegare le motivazioni del mio apprezzamento, altrimenti ho paura di essere scambiato per uno di quei ruffiani che lascia in giro segni del proprio passaggio nemmeno fosse un voto di scambio!
    Tutto questo per dire che questo fine settimana mi sono ritagliato del tempo per le mie letture e dovendo recuperare alcuni dei tuoi ultimi post, ho preferito concentrarmi su quello di natura più creativa in narrativa e…
    È stata una epifania!

    Ancor più del precedente racconto, che avevo già apprezzato, questa tua shortest novel di tema fantastico dal sapore fantascientifico mi ha letteralmente rapito per la genialità e la bellezza della prosa.
    Ti posso assicurare che la mia non è assolutamente galanteria o piageria, ma sono estremamente sincero nel farti i miei più sentiti complimenti per la gioia ed il piacere intellettuale provati nel leggere questa specie di puntata extra di Twilight Zone!
    Per quanto inappuntabile dal punto di vista logico, la tua scelta di chiamare il blog NerdSaraiTu continua a sembrarmi riduttiva se contiamo lo spessore e l’alta qualità delle tue pubblicazioni.
    Insomma, si può essere anche in disaccordo su alcune tue considerazioni critiche riguardo film o serie televisive, come è normale, ma mai sull’inappuntabile rigore della tua critica estetica e soprattutto sull’ampiezza delle disamine con cui affronti ogni argomento, ma la vera sorpresa è ancora la prosa creativa: c’è tanto bellissimo cinema fantastico in questo racconto breve e citazioni e spiegazioni da poter essere serenamente scambiata per una piece teatrale scritta da qualche genialoide all’avanguardia come un Alex Garland, pieno di ironia e fascinazione.
    Davvero chi non l’ha ancora letto non può immaginare cosa si è perso.
    Sono orgoglioso di essere tuo follower.
    Appena posso passo ai tuoi post di analisi e recensioni ma ci metterò un po’…

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    1. Grazie mille Kasabake!
      Fa piacere vedere il proprio lavoro apprezzato, scrivere mi piace (anche se pecco di continuità, alternando periodi di ispirazione a periodi di vuoto totale e non brillo certo per l’autodisciplina) perché mi dà la sensazione di creare qualcosa. Il fatto che quelle idee strampalate che a volte mi vengono in mente mentre sono impegnato a fare altro, finiscano su carta (anzi, sul web) ha anche una finalità terapeutica nel mio caso, come se qualcosa si liberasse e spuntasse fuori da me (in maniera meno violenta della celebre scena con John Hurt ed il piccolo Xenomorfo, sia chiaro). Mi piace recensire sopratutto prodotti nei quali si intravede questa creazione (opere realizzate da gente più in gamba del sottoscritto, ovviamente) perché è bello fantasticare e creare storie e, soprattutto, saperle raccontare attraverso un film, in tv, in un videogame, in un libro. Quanto al nome del blog, non so se è riduttivo o meno, gli argomenti che pianificavo di trattare sembravano rientrare nella macro-categoria del mondo nerd o geek, che dir si voglia. Col tempo questo blog è cresciuto ed è mutato pian piano (e visto che parliamo di Garland, è finito per essere un mix genetico come quelli trovati nell’Area X dell’ultimo Annientamento) inglobando, effettivamente, parecchi argomenti diversi nonché spaccati di vita personale. Sono orgoglioso io di averti come commentatore ormai seriale (e contento di essere follower del tuo splendido blog).

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