Nell’epoca aurea delle serie tv dove fior fiore di attori blasonati si cimentano in “dramas”a tutto spiano e lottano per gli Emmy quasi quanto gli Oscar, voglio parlare di due ricordi della mia infanzia ai quali sono molto affezionato e che ritengo, al netto del mio attaccamento emotivo, dei prodotti validi ancora oggi.
I VIAGGI DI GULLIVER – 1996

Tutto è iniziato qualche giorno fa, dopo aver visto sulla tv un film con una faccia conosciuta. Come nella miglior tradizione proustiana e le sue madeleine, ho avuto dei flashback di una mini-serie bellissima degli anni 90. Di cosa parlo?
L’attore in questione è Ted Danson (che stavo rivedendo per l’appunto in Lochness) e la mini-serie alla quale faccio riferimento sono i Viaggi di Gulliver. Niente a che vedere con l’americanata non troppo risalente di Jack Black, sia chiaro. La fedele trasposizione in tv della opera magna di quel Swift mi è rimasta nel cuore. Mi ricordo che fu diviso in due parti e se non erro andò in onda su canale 5 nel 1996 (oltre 20 anni fa!).

Un cast di livello (oltre a Danson, troviamo Peter O’Toole e Omar Sharif giusto per fare due nomi) ed una effettistica all’avanguardia per l’epoca (e che fa la sua figura anche oggi) accompagnati da un comparto sonoro suggestivo ci guidano nelle assurde avventure di Gulliver. Non si vive di sola Lilliput, dunque. E’ solo la prima “tappa” degli strambi viaggi del protagonista che ci vengono raccontati non in modo lineare, bensì con dei flashback. Il nostro eroe, infatti, si trova in manicomio e ripercorre le sue peripezie. Abbiamo quindi due linee temporali: quella nel passato con i suoi viaggi e quella nel presente che lo vedrà processato. Questa struttura consente di tenere alta la tensione e rendere avvincenti entrambi i filoni, mostrandoci il contrasto tra passato e presente. Non mi dilungherò sui 4 viaggi che lo vedono protagonista, invitandovi a scoprirli con la meraviglia che mi ha accompagnato in tutti questi anni.

L’aspetto principale che la rende un’opera moderna anche oggi è il suo “spirito”. C’è un mix di mistero, pericolo, momenti comici talmente riuscito da rendere davvero appassionanti degli episodi che sulla carta sarebbero solo stramberie o racconti da bambini. Non fate questo errore, i Viaggi di Gulliver è molto più adulto di quanto si possa immaginare. Del resto, la stessa opera letteraria era una sagace critica e parodia ai costumi politici e morali del tempo. Datele una chances, recuperatela. Non è facile trovare dei fedeli (nella trame e, appunto, nello spirito) ai grandi classici della letteratura, solo per questo meriterebbe una visione (è mutata solo una parte del finale a dispetto della conclusione pessimista di Swift ma non lo considero certo un crimine).
Siete pronti per dei viaggi come mai ne avete fatti?
Forse, come me e il buon Lemuel Gulliver, al termine di questi non sarete più gli stessi.
MERLINO – 1998

Passiamo ad un altra mini-serie che ricordo sempre con piacere. Stavolta la star in questione è il caro Sam Neil (si, proprio lui, il protagonista di Jurassic Park e comunque con una consistente filmografia alle spalle ) ma è in buona compagnia con un cast anche qua mica da ridere. Volete qualche nome? Elena Bonham Carter e Isabella Rossellini vi bastano? Una mini-serie televisiva che narra le vicende del più famoso mago di sempre, dalla sua infanzia fino alla vecchiaia.

La sceneggiatura, seppur lineare e senza intrecci molto complicati (sopratutto per chi conosce già la saga arturiana) ha alcuni tratti interessanti, uno su tutti lo scontro tra il nuovo credo – il cristianesimo – ed i riti pagani che sono destinati a soccombere e dei quali la paladina è la Regina Mab, acerrima nemica del protagonista.

Il tutto è permeato da una atmosfera fiabesca che immerge anche il più disincantato spettatore nelle immortali vicende di Artù e i Cavalieri della Tavola Rotonda, senza la cupezza drammatica di opere desinate ad un pubblico più adulto come l’Excalibur di Boorman. Non mancano ovviamente i momenti comici con il servile Frik interpretato da Martin Short, una sorta di orco ante litteram al servizio di Mab né la tormentata love story tra Merlino e Nimue.
Se desiderate fare un viaggio nella fantasia e osservare le vicende di Camelot con gli occhi di Merlino, questa è una visione altamente consigliata per giovani e meno giovani (che non sono altro che bambini un pò cresciuti).
E voi, avete qualche vecchia mini-serie tv che consigliereste ai vostri amici e conoscenti?

Merlino lo ricordo, non era male. Poi ne han fatto una specie di mezzo seguito-spin off col figlio, una storia strana che faceva a botte con il finale di questa…
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Davvero? Una serie sul figlio? Ne ignoravo l’esistenza…
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È Merlino e l’apprendista stregone, in italiano, ma non è coerente con la serie del ’98. Però Neill fa ancora Merlino.
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Quanto tempoooooo ho AMATO alla follia sia Merlin ❤ che i Viaggi di Gulliver ❤ peccato che ora non riesco più a trovarli..
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Purtroppo non li ripropongono più in televisione, nemmeno ad orari improponibili ed è un peccato. Secondo me si difendono bene ancora oggi, al di là dell’inevitabile “effetto nostalgia”.
Grazie per il commento!
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Più o meno in quegli anni, e restando in tema avventuroso anche se non fantastico, mi ricordo Le avventure del giovane Indiana Jones, una delle poche serie che guardassi all’epoca (a parte E.R. e, saltuariamente, X-Files), che pareva fatta bene e riusciva a essere accattivante, anche se parecchio lontana dal fascino dei film di cui voleva essere il prequel. A tutti gli effetti, era un prodotto destinato a un target che al giorno d’oggi si definirebbe young-adult.
L’interprete del giovane Indy, Sean Patrick Flanery, era convincente e niente affatto male, ma scopro ora che in pratica, dopo quella serie, non ha più interpretato nulla di memorabile, pur figurando tuttora in attività.
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Cosa mi hai ricordato! La guardavo anche io e anche a distanza di anni mi è rimasta bene impressa. Dispiace per l’interprete che non se la cavava male.
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