Ci sono 3 libri che mi sono rimasti impressi dall’infanzia.
Due di questi riguardavano la mitologia greca, uno invece la saga arturiana.
Sono dei libri per bambini, con delle illustrazioni splendide e non so quante volte li abbia letti e riletti.



Parlavano di eroi che affrontavano dei “villains” i quali mettevano a dura prova le loro risorse fisiche e mentali. C’erano storie di amore, di esplorazione, inganni, gelosie, armi incantate e anche tragedia (quanto ci rimasi male per la morte di Giasone!). Cosa si poteva volere di più? Di fatto erano supereroi, con la differenza di essere più vecchiotti rispetto a quelli made in USA.
E così, mentre i miei coetanei guardavano i cartoni, io mi immaginavo le scoperte di Ulisse o i viaggi degli Argonauti alla ricerca del Vello d’Oro. Mi ricordo che avevo addirittura creato un gioco di carte- stile Pokemon – con gli eroi dell’Iliade, ah bei tempi! Penso sia questo uno dei motivi per cui ho scoperto il mondo dei supereroi e dei fumetti tardi (post-adolescenza) rispetto a molti (pur apprezzandolo, ci mancherebbe!)
Nel vedere le varie serie tv ed i palinsesti dei maggiori canali che sempre di più si fondano su questo tipo di programmazione (con risultati spesso e volentieri superiori qualitativamente al grande schermo), mi chiedevo quando fosse stata l’ora di rispolverare la mitologia greca.
E’ vero, Troy è stata la pietra tombale per l’affermazione (o riaffermazione) del genere classico-peplum al cinema. Prima di quello scempio cinematografico, avevamo potuto guardare il Gladiatore di Scott e poco dopo l’Alexander di Stone. Con tutti i loro difetti, sembravano riproporre quella tematica “epica” tipicamente classica, seppur nella veste del film storico. Con quella cosa inguardabile di Pedersen, il rinato genere al cinema è morto. E’ vero, ci sono stati film interessanti ma più tal taglio storico che “epico” ma sopratutto senza più quel sapore da kolossal (penso a The Eagle, gran bel film per gli amanti dell’antica Roma). Ancora non mi spiego come diamine sia stato possibile decidere di scrivere la sceneggiatura di un film sull’Iliade eliminando gli Dei. L’unica spiegazione sarebbe stato un adattamento “storico” ma allora qualcuno dovrebbe spiegarmi le migliaia di navi degli achei e sopratutto il casting di un biondissimo Pitt che tutto è tranne che un eroe “mediterraneo”.

Potrei andare avanti per ore a commentare lo spreco di un buon attore come Eric Bana nei panni di un Ettore dal minutaggio ridicolo (tra l’altro il duello con Achille perde buona parte del suo fascino se si elide l’intervento di Atena poco prima) oppure l’inspiegabile assenza di Enea o, ciliegina sulla torta, l’entrata a Troia di Achille che poi viene massacrato da un nugolo di frecce (ma la prima colpisce il tallone…”visto questo film è uguale all’Iliade” sembra quasi urlarci quella scena senza ritegno).
Quello che mi chiedo è: cosa ha l’Iliade che non ha Game Of Thrones?
Ormai la CGI viene ampiamente utilizzata anche nelle serie tv, l’effettistica è decente in buona parte degli show televisivi, quindi non può essere un problema.
Non dovrebbe nemmeno essere un ostacolo la sceneggiatura: c’è solo l’imbarazzo della scelta, sarebbe possibile anche fare una serie antologica dedicata ad una particolare storia.
Perché non pensarci?
Sia chiaro, niente “Spartacus” mitologiche. Sesso e sangue solo se strettamente funzionali (quindi in pratica mai) e per questo credo l’HBO non potrebbe mai soddisfare questo mio desiderio. Basterebbe essere fedeli allo spirito dell’opera originale con un cast all’altezza (e questo vale per tutte le serie tv: se gli attori sono cani il risultato è sempre una robaccia) e si realizzerebbe un prodotto di eccellenza.

Non chiedo di ripercorrere il capolavoro che fu l’Odissea, lo sceneggiato del ’68 (che consiglio a tutti di recuperare perché è un capolavoro. Punto.) ma almeno di dare vita a qualcosa di originale che possa anche aiutare a recuperare quelle che sono, bene o male, le nostre radici classiche.
La notizia è che è in cantiere proprio una mini-serie sulla caduta di Troia (Netflix e BBC).
Non voglio fare la Cassandra di turno, dico solo che è l’occasione che aspettavo.
BBC e Netflix, non gettate tutto alle ortiche, dimenticatevi Pedersen e leggetevi Omero. Per favore.
Voglio rimanere incollato alla tv e chiedere ai miei amici: “Tifate Achei o Troiani?”


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