Sopra le righe ma con equilibrio. Divertente e spensierato. Battute e momenti di ilarità mai forzati. Avventura ed esplorazione. Amore ed Odio. Questo è Tale From The Borderlands ed ora vi dirò perché è un gioco da provare almeno una volta nella vita.
Dopo le lacrime di commozione che ho dovuto versare tra Lalaland, Heavy Rain,Arrival,Logan e 13 una botta di vita ci voleva. E grazie a questa perla che ho scoperto per caso (gratis con PS Plus di Maggio) ho riso come un matto.
L’opera magna di Telltale non è altro che un lungo viaggio tra situazioni al limite dell’assurdo eppure tra loro incredibilmente coerenti. Condita da una sceneggiatura che regge sempre il passo, nelle lande desertiche del pianeta Pandora due prigionieri sono legati e hanno un fucile puntato contro. Un losco figuro mascherato li sta minacciando. Vuole che raccontino la loro storia. Inizia il flashback. Si apre il sipario su una esperienza che non può non entrarvi nel cuore.
La storia è ambientata nell’universo di Borderlands, saga videoludica di successo ad opera di Gearbox, caratterizzata dall’essere sopra le righe, parodiando sia il genere FPS, sia alcuni cliché fantascientifici-post apocalittici. Attualmente sono usciti 3 capitoli (Borderlands 1, Borderlands 2 e Borderlands: The Pre-sequel). Tale From The Borderlands si colloca temporalmente subito dopo Borderlands 2. Non è necessario aver giocato Borderlands e co. anche se ora ho una voglia matta di tornare sul pianeta Pandora e giocarmi tutti i capitoli della trilogia (aspettando Borderlands 3).

Vivremo le peripezie di Rhys, un astuto dipendente della Hyperion, multinazionale interstellare basata sull’arrivismo e sfruttamento di risorse planetarie. Il suo destino e quello dell’amico Vaughn, che dopo minuti di gioco prende una piega inaspettata, si incrocia con le due sorelle truffatrici pandoriane Fiona e Sasha, dotate di parlantina e riflessi felini. L’incontro sarà esplosivo ed i personaggi che i protagonisti incontreranno lasceranno un marchio indelebile nei vostri cuori, fidatevi. Ciascuno è caratterizzato divinamente grazie ad un ottimo lavoro di scrittura e di design. Come da tradizione TellTale, la strada procede su binari e “il gioco” si limita ad interazioni ambientali limitate, a quick time event e, sopratutto, a dialoghi. Saranno proprio questi ultimi a permetterci di colorare l’esperienza che abbiamo a disposizione. Vogliamo far maturare Rhys? Oppure chiuderlo in un arrivismo a tutti i costi? Desideriamo inserire una love story? Vorremmo rendere Fiona vendicativa? Le scelte di dialogo ci consentono di rendere il viaggio per Pandora il “nostro” viaggio, rendendolo veramente una esperienza interattiva.

Non è un gioco dalle grandi “scelte” e la sceneggiatura è già tracciata nelle sue linee fondamentali eppure ciò non costituisce mai un problema. Se da un lato questo sembra dover privare il giocatore di decidere il destino dei persionaggi, dall’altro ha consentito a TellTale di calibrare la sua storia alla grande, alternando momenti più riflessivi (ma sempre in linea con lo spirito spensierato che connota Borderlands) a fasi più dinamiche e lucidamente folli. Non mancheranno citazioni celebri che però non sono mai tali da stuccare nè forzate, riuscendo a far strappare più di un sorriso (ed un applauso il più delle volte) al giocatore.

Se a questo impianto solidissimo di scrittura, aggiungiamo una direzione artistica che mai come in questo gioco si sposa con la grafica in cell-shading che associamo a tutti i capitoli di Borderlands e al contempo inseriamo una colonna sonora azzeccatissima, il risultato non può essere meraviglioso!

Non è un gioco perfetto, intendiamoci. Il motore grafico è quello che è e sopratutto nelle scene più d’azione mostra il fianco a qualche piccolo micro-scatto. Le stesse animazioni non fanno gridare al miracolo anche se l’espressività dei protagonisti, proprio in virtù del look cartoonesco, riesce ad essere incisiva.
Tale From The Borderlands riesce dove a livello cinematografico Suicide Squad e l’ultimo Guardiani della Galassia vol.2 hanno fallito: riuscire a raccontare qualcosa pazzesco e sballato tenendo sempre un equilibrio di fondo, senza forzare mai la mano e senza ricorrere a cliché troppo abusati. Ogni dettaglio sia di design che di trama è stato curato con grande passione da parte di Telltale che è riuscita a creare un vero e proprio cult nel suo genere.
Il mio viaggio su Pandora è stata una risata continua e per le 8-9 ore (longevità calibrata alla perfezione: né troppo corta né troppo lunga) ed i personaggi sono indimenticabili, come un vecchio gruppo di amici. Mi mancheranno le baldanzose affermazioni di Rhys, le staffilate di Fiona, le uscite di Vaughn ed i deliri di Jack il Bello.
P.S. Ogni capitolo ha delle intro stupende, sia a livello sonoro che visivo. In particolare nel capitolo 2 e 3 sono rimasto a bocca aperta.
P.S. Malgrado sia diviso a capitoli, suggerisco di giocare ogni episodio a distanza ravvicinata dal precedente. Ma forse questo consiglio è superfluo: una volta iniziato, non vorrete più smettere.
P.S. Doppiaggio notevole (in lingua originale) e sottotitoli in italiano. Non avete scuse.

Un pensiero riguardo “Tales from The Borderlands: divertimento senza confini”