Logan: l’ultima graffiata

Abbiamo sopportato un discutibilissimo film sulle origini. Abbiamo deglutito a fatica osservando uno pseudo-Deadpool affrontare Wolvie e fratello dentro una ciminiera. Abbiamo rischiato di dover andare in terapia per discernere qualcosa sulla timeline degli X-Men partorita in questi 17 anni da dei coerentissimi e arguti sceneggiatori di casa FOX.

E finalmente è arrivato. Un degno film di Wolverine. Un tono più maturo della media di casa Marvel. Un film crepuscolare. Qualche sbavatura è pur sempre presente ma ad oggi rientra di diritto nella mia personale top 5 dei migliori cinecomics (seppur non sul podio dove Nolan capeggia seguito a ruota da Raimi).

Malato o meno, un consiglio: non fatelo arrabbiare.

Sarà il fatto di averlo visto proprio il giorno della festa del Papà (ironia della sorte). O forse sarà l’aver saputo che era l’ultimo Wolvie impersonato dal buon Jackman. Sta di fatto che anche in questa pellicola la lacrimuccia  è arrivata puntuale, continuando così la tradizione del mio 2017 cinematografico che, citando il mitico Walter Sochack del Grande Lebowsky, è davvero “una valle di lacrime” nella quale ormai ho fatto la mia entrata.

Sembra ieri quando ho visto l’esordio di Jackman nella saga (nonché, di conseguenza, nel pantheon delle star di Hollywood) nel primo cinecomics moderno. Non ringrazierò mai abbastanza al signor Singer ed alla FOX per l’idea di riproporre il genere supereroistico dopo le buffonate dei Batman e Robin e Batman Forever. Dopo 17 anni è la stessa FOX, seppur priva della visione d’insieme di casa Marvel-Disney o del talento registico nolianano di casa WB, a far fare uno step successivo nella gloriosa epopea dei cinecomics. Basta minacce planetarie o ricongiugimenti tra eroi dopo mille film separati. Parliamo di decadenza, parliamo di debolezze, mescoliamo il genere con altri, magari proprio col western come ci ricorda Mangold in questo Logan, omaggiando il classico Cavaliere della Valle Solitaria.

“Charles, we got ourselves an X-men fan. You do know they’re all bullshit right? Maybe a quarter of it happens — but not like this. In the real world people die! And no self-promoting asshole in a fucking leotard can stop it! This is ice cream for bed-wetters!”

In un contesto dove i mutanti da soggetti temuti sono diventati ormai reietti e derelitti, troviamo un vecchio Logan e un quasi irriconoscibile Prof. Xavier. Dopo The Dark Knight Rises, è il secondo film del genere  che affronta la tematica dell’eroe che deve fare i conti col tempo. Nel nostro caso, più che le lancette dell’orologio, è qualcos’altro ad aver minato la grandezza dei nostri beniamini. Fisicamente ma sopratutto anche mentalmente. Un Logan versione Joel di The Last of Us, stanco della vita eppure mai deciso a farla finita del tutto. Un Wolverine zoppicante quando l’avremmo mai immaginato? Un professor X, simbolo della razionalità, che è affetto da una sorta di demenza senile irreversibile è ancora più sconvolgente. Accanto a questo tramonto del supereroe, mai così palese sul grande schermo (e forse ora di andare in questa direzione dopo 20 anni di eroi sempre al top?), compare la giovane X23 (gran bel personaggio interpretato alla grande dalla giovane Daphne Keen). Il passato, glorioso ma ormai decadente e putrescente dei vecchi X-Men, ed il futuro in una bambina di pochissime parole (forse). La scrittura e le interpretazioni per questo magnifico trio sono di alto livello. Tanto di cappello. Il contorno, invece, un po’ scricchiola. Ormai parlare di villain poco efficaci è come sparare sulla Croce Rossa eppure siamo ancora dalle parti di cattivi anonimi o scienziati pazzi. Ditemi voi se è possibile concepire una pellicola che tratta di una sorta rapporto padre-figlia, di vecchiaia, di redenzione e poi cadere nel non dare un minimo di spessore agli antagonisti che sono dimenticabilissimi. Penso che la tematica antagonista-scritto-da-cani trascenda lo stesso genere supereroistico perché, anche analizzando l’action e lo sci-fy degli ultimi anni, sceneggiature che riguardano degne di nota si contano davvero sulle dita di una mano. Peccato, avremmo avuto tra le mani un capolavoro.

Sempre parlando di scrittura, ci sono alcune chicche interessanti e tutto il primo tempo viaggia decisamente su ottimi livelli (dai primi secondi di film – una delle “intro” più belle dei cinecomics , soffrendo nel vedere i beniamini di un tempo ormai derelitti ed allo sbando, fino ad arrivare al difficile ma toccante rapporto Wolvie-X23, sul quale non mi dilungo perché vi rovinerei l’esperienza di gustarvelo da voi). Nel secondo atto il tutto finisce per venire assorbito da un finale sì gradevole e significativo ma connotato dalla presenza di un trio di villains non all’altezza di tutto il resto del film.

In viaggio con Pippo…ah no, mi sono confuso.

Jackman, Stewart e la Keen sono eccezionali. I primi due ci lasciano versioni inedite ma mai così convincenti di Logan e Xavier e la terza, bè, la terza è una forza della natura.

Tra qualche calo di ritmo e un finale toccante ma con cattivi caratterizzati all’acqua di rose, il giudizio non può comunque che essere positivo. La direzione è giusta, ora, FOX-SONY-MARVEL-WB seguite l’esempio e osate. La fase due dei cinecomics è iniziata.

Il canto del cigno (o  il ringhio del lupo)  del Wolverine di Jackman è stato all’altezza: grazie Hugh.

P.S. Solo io penso che il rapporto Logan-x23 ricordi quella perla di ” Uno sceriffo extraterrestre…poco extra e molto terrestre”? Se non fosse per i litri di sangue versati e la selvaggia violenza della strana coppia, potrebbero somigliarsi. Tra l’altro- detto tra noi – lo spessore dei “cattivi” in entrambi i film è lo stesso. E poi in tutti e due abbiamo un inseguimento nella foresta.

P.S. 2 Secondo me Tarantino a vedere questo film si sarà divertito. Sangue,arti amputati, teste mozzate. Non condivido le critiche per l’eccessiva quantità di “gore”. Parliamo di Wolverine, mica di Spiderman, signori. In una realtà sporca e cattiva, non c’è spazio per la cortesia e due pacche sulla spalla.

3 pensieri riguardo “Logan: l’ultima graffiata

  1. Durante la lettura condividevo mentalmente le tue considerazioni, poi arrivato al paragone con Bud Spencer in versione sceriffo poco-extra-molto-terrestre mi è scattato l’applauso.
    Recensione ineccepibile. Quanto ai villain di scarso spessore, per vederne uno degno di tal nome, di questi tempi, giusto per rimanere in casa Marvel ti suggerisco Spider-Man Homecoming (al cui proposito ti stavo reindirizzando al post di Wwayne, ma vedo che lo hai già letto anche tu 🙂 ): Micheal Keaton nei panni rivisitati e corretti dell’Avvoltoio è davvero notevole.

    Piace a 1 persona

    1. Grazie! Come avrai notato Logan mi è piaciuto (e sorpreso) parecchio. Dopo l’ennesimo endorsement per Spiderman Homecoming e sopratutto per il suo villain, ho solo una cosa da fare: andarlo a vedere. Grazie per il commento!

      Piace a 1 persona

      1. Non c’è di che 🙂
        Ho appena aggiornato anche Wwayne sulle mie impressioni, se ti può interessare. Qualcosa mi dice che finirò per scriverci su un post pure io!

        "Mi piace"

Scrivi una risposta a Julian Vlad Cancella risposta

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.