Avevo intenzione di recensire Doctor Strange o Animali Fantastici e Dove Trovarli ma poi ho cambiato idea. Ho avuto modo di terminare la serie Netflix The Crown che mi ha lasciato a bocca aperta. Per quanto abbia apprezzato Daredevil – seconda stagione o il nuovo Westword made in HBO, secondo me a The Crown spetta il trono della miglior serie tv dell’anno.

ELISABETTA BEGINS
Dieci puntate, che mi sembravano eccessive, riescono a darci uno spaccato della società inglese e su un’epoca, l’immediato dopoguerra, mostrandoci quello che rappresenta per i britannici la monarchia. Lungi dall’essere una serie retorica o dedita a scovare lo scandalo a corte per catturare l’attenzione del pubblico, The Crown ci regala personaggi tridimensionali memorabili che vanno ad affiancare quelle immagini in bianco e nero di eminenti personaggi storici che abbiamo visto di sfuggita in qualche servizio in tv o su un libro di storia al liceo. Scordatevi la Regina Elisabetta dei cappellini strani col cagnolino in braccio che vediamo affacciarsi da Buckingham Palace di tanto in tanto.

The Crown ci regala una “Lilibeth” molto umana, con il suo nervosismo e la sua forza d’animo. Un personaggio che, come in ogni storia che si rispetti, cambia e si evolve. Da una giovane donna che si trova catapultata sul trono ad una Regina che, seppur sacrificando affetti ed una “vita normale”, fa il possibile per preservare “la Corona”. Non è perfetta, sia chiaro. Scopriremo, ad esempio, lacune educative ed una solitudine che pare seguirla sempre più puntata dopo puntata. Ad affiancare una Claire De Foy in stato di grazia, che con i suoi occhioni ci trasmette le sensazioni e le inquietudini di una giovane donna inesperta ma determinata, suo malgrado Regina d’Inghilterra,troviamo un superbo, saggio ma ormai anziano Winston Churchill interpretato da un sensazionale John Lithgow nonché un memorabile e paterno Re Giorgio impersonato da Jared Harris. Se nemmeno uno di loro viene candidato agli Emmys, ci sarà da gridare allo scandalo.

ECCELLENZE TECNICHE
Ma il cast non si esaurisce certo qui e potrei elencarvi ogni singolo personaggio principale o semplice comparsa che paiono aver trovato la propria esatta incarnazione (basti pensare alla Regina Madre, allo stesso irritante Principe Filippo, senza dimenticarci l’indispensabile Tommy). Ed ogni sotto-trama si incastra alla perfezione, componendo un puzzle elegante e coerente. Una storia che prosegue lentamente ma senza mai avere un attimo di stanca ed un comparto tecnico che, a dirla tutta, non ricordo aver mai visto in una serie tv. Dalla regia curata ma mai banale alla fotografia dal sapore vintage ma suggestiva al tempo stesso, passando per una colonna sonora che vede il proprio tema principale composto, a proposito di sovrani, da Sua Maestà Hans Zimmer, Re indiscusso dei compositori cinematografici (eccellente anche il lavoro di Rupert Gregson Williams). La ricchezza di tutto questo superbo armamentario tecnico e artistico è talmente grande da apparire quasi “sprecata” per narrare la storia della Regina Elisabetta II.

IL REGNO DELL’ELEGANZA
Se dovessimo scegliere una parola per descrivere The Crown, sceglierei “eleganza”. In ogni sua componente (la trama, la regia, la colonna sonora, le interpretazioni) ha una classe e grazia che raramente ho intravisto al Cinema, figuriamoci sul piccolo schermo. Se qualcuno avesse ancora dei dubbi sull’età dell’oro delle serie tv e sulla loro crescente superiorità qualitativa rispetto al padre nobile del Cinema, si guardi The Crown.
Spero che diano il giusto tributo, quanto a premi, ad una produzione di eccellenza che intrattiene ed intriga svolgendo appieno il suo compito in maniera davvero… regale.

Ottima recensione!!!! Spero che questa serie, quanto prima, venga trasmessa da SKY
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Grazie! La vedo dura, essendo stata prodotta da Netflix (tra l’altro pare sia la più costosa produzione Netflix per ora), se la terrà stretta.
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Peccato!!!
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Poi c’è il mio Dottore
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A proposito di Eleven, la notizia che abbiano pagato più Smith di Claire Foy mi ha lasciato di stucco. La serie regge al novanta per cento su di lei (è la storia di Elisabetta, prima di tutto), la interpreta divinamente…e prende meno? Assurdo! Immagina se avessero pagato Karen Gillian più di Smith ai tempi dell’11 Dottore! Va bene che Smith era più “star” della Foy ma mi sembra inconcepibile una cosa del genere! Bah!
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Ho letto anch’io la notizia e credo che sia la regola, non dipenda da quanto tempo ti riprendono, solo perché sei donna guadagni di meno!!! Però potresti dare l’idea, tutti uguali e dipende da quanto tempo sei in scena così finalmente avremmo equità e non parità che mi sembra la cosa più ovvia
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