Batman v Superman: l’alba dei superorfani

Parlare oggi dell’ultima pellicola di Zack Snyder non è semplice. In rete dalla sua uscita, oramai 3 settimane fa, si è scatenata una vera e propria campagna contro questo film. Ho sentito parlare di “morte del cinema”, di stupri dei personaggi fumettistici, di colossali buchi di sceneggiatura, di un film che si prende troppo sul serio. L’ho visto in sala due volte. E ora che ho un quadro completo, posso dire la mia. Premetto che non sono un grande fan di Snyder, anzi, spesso e volentieri si rivela essere un pò troppo arrogante per i miei gusti ma…

… Batman v Superman, a mio modesto parere, non è un brutto film. Ha dei difetti ma, per il genere a cui appartiene (quello supererostico) non è peggio degli ultimi film usciti dalla rivale Marvel. Riesce ad intrattenere, pur non rappresentando certo un capolavoro. Ma andiamo con ordine.

 

UN FILM SU DUE BINARI

Per prima cosa, chiediamoci come si inserisce questo film all’interno del neonato DC Cinematic Universe. Batman v Superman nasce come film di transizione in quanto serve a porre le basi per quella che sarà la Justice League. La Warner ha deciso di inserire in un’unica pellicola non solo le conseguenze dell’arrivo di Superman sulla Terra narrato in Man Of Steel ma anche di introdurre i futuri componenti della JLA. E’ evidente che la carne a fuoco nel film è tanta e, in quasi 3 ore, vengono inseriti una miriade di elementi, alcuni dei quali avranno significato solo nel prosieguo di questo universo DC. Immaginiamoci quindi un film che corre su 2 binari: da un lato il confronto ideologico tra Superman e Batman, dall’altro l’idea dei “Metaumani” e della futura minaccia all’Umanità proveniente dallo spazio. Ho letto diverse lamentele sulla scelta di partire subito in quarta con questa pellicola, senza prima girare i singoli film dei componenti della Justice League. Non penso che la Warner abbia avuto tutti i torti. Tra quanto il genere dei supereroi comincerà a stancare? Ormai dal primo Spiderman sono passati più di dieci anni. Pianificare singoli film in un arco di tempo di 3-4 anni prima di poterli inserire insieme è un grosso azzardo. Teniamo presente che. anche se ora deve “inseguire” i rivali, la DC può almeno vantare quel capolavoro della trilogia del Cavaliere Oscuro, un’opera che è una benedizione ma al contempo una maledizione per il rilancio del personaggio. Quanto successo avrebbe avuto un film su Batman lanciato dopo soli 4 anni dall’ultima opera di Nolan sull’Uomo Pipistrello? L’unico modo per non bruciarsi Batman era inserirlo in un contesto particolare. Ad esempio facendolo “scontrare” con Superman.

Inoltre, con la Marvel che nel frattempo già ormai ha posto le basi per una minaccia planetaria chiamando a raccolta tutti i supereroi del MCU (Avengers Infinity War), la Warner sarebbe rimasta troppo indietro se avesse dovuto presentare ogni singolo eroe con una sua storia per poi mettere in campo tra 4 anni Darkseid, Braniac etc. etc.. E così l’unica scelta è stata quella di produrre un film “ponte” tra Man Of Steel e la Justice League. Questo è Batman v Superman.

 

Un attonito Bruce Wayne osserva le conseguenze dello scontro tra Superman e Zod
Un attonito Bruce Wayne osserva le conseguenze dello scontro tra Superman e Zod

 

SUPERORFANI

Il film prende le mosse da quanto accaduto in Man Of Steel. Vediamo la distruzione di Metropolis dalla prospettiva del nuovo Bruce Wayne interpretato da Affleck. Premetto che a livello attoriale Bale gioca in un’altra categoria (per me è nella top 5 insieme al neopremiato Leonardo Di Capro)ma, per quello che richiede questo film, il buon Ben non sfigura.  Avrei preferito una maggiore espressività ma tutto sommato mi aspettavo di peggio. Il nuovo Cavaliere Oscuro è molto brutale, è un eroe in declino. Disilluso, rabbioso, si getta nell’alcool. Un Wayne che ha perso smalto e che diventa perfetto per essere ingannato da un nevrotico imprenditore di Metropolis, Lex Luthor. Quest’ultimo, interpretato da Jesse Einsenberg, appare spesso sopra le righe anche se la pianificazione costante e la manipolazione degli altri sono peculiarità subito evidenti in questa caratterizzazione. Forse si sarebbe potuto fare un Lex più maturo e freddo. Nutro speranze per i seguiti, dopotutto questo Luthor è ancora giovane e proprio gli eventi di questo film possono essere la molla per fargli fare un salto di qualità. Vedremo.

Se abbiamo parlato di un Batman violento e disilluso, col solo Alfred a fargli da spalla, dall’altra parte della baia – a Metropolis – c’è il kriptoniano Superman. L’Umanità è divisa sul suo ruolo e l’unico appiglio per non farsi trascinare in una sorta di depressione è Lois. Lois è la chiave, ci dirà un Flash spuntato da una realtà alternativa. La giornalista del Daily Planet è l’ancora che tiene questo Superman così solo.

Superman:All this time. I’ve been living my life the way my father saw it. Righting wrongs for a ghost. Thinking I’m here to do good. Superman was never real — just a dream of a farmer from Kansas

 

Superman al Campidoglio
Superman al Campidoglio

Questi 3 protagonisti non solo sono profondamente insicuri ma hanno un’altra caratteristica in comune: sono tutti orfani. Non è un caso che il rapporto con la figura genitoriale sia un tema che ritorna costantemente nel film. Superman immagina un dialogo col vecchi Pà Kent, Wayne fa visita alla tomba dei propri genitori, Lex soffre ancora per delle violenze subite proprio dal padre. Dimentichiamoci la figura iconica del Superman di Donner. Dimentichiamoci il Batman più umano ma senza macchia di Nolan (che rimane il mio preferito). Gli eroi di questo universo sono molto più fragili di quello che possiamo immaginare. E’ forse questo che ha fatto storcere un pò il naso al pubblico che si aspettava un bel film fracassone tra le due icone dei fumetti (il film è anche fracassone, sopratutto nel finale, ovviamente). Allo stesso tempo, malgrado questi aspetti, il film “non si prende sul serio”. Parliamo pur sempre di due tizi in costume (più una certa regina delle Amazzoni), di cui uno spara raggi con gli occhi e l’altro salta agilmente malgrado sia grosso quanto un armadio. Non è un film realistico. Non ha l’impronta “urbana” di Nolan. La presenza della tematica genitoriale non lo eleva automaticamente a film d’autore e non vedo come sia possibile paragonarlo a pellicole di tutto altro spessore.

 

La tuta di Robin con autografo del Jocker. Avrei voluto saperne di più.
La tuta di Robin con autografo del Jocker. Avrei voluto saperne di più.

 

Bruce Wayne: Criminals are like weeds, Alfred — pull one up, another grows in its place. This is about the future of the world. It’s my legacy.

 

Il conflitto tra i due ha più natura ideologica che fisica. Superman che e è un Dio in terra, sotto diversi aspetti è molto più umano di questo Batman. Una mancanza di questo film è non mostrarci il motivo per il quale Bruce Wayne ormai si vede come un vero e proprio vigilante. La crudeltà, alla quale accenna Alfred, non nasce dalla presenza di Superman. Ha radici più profonde. Immagino per la perdita di Robin. Non basta, però, mostrarci la sua vecchia divisa in una teca deturpata dal Jocker. Il film doveva dirci di più, doveva spiegarci almeno a grandi linee il declino dell’Uomo Pipistrello. Dall’altra parte Superman non è un boy-scout e non riesce a comprendere perchè la popolazione mondiale sia scettica nei suoi confronti. Se il nuovo Batman non si preoccupa troppo delle conseguenze spiacevoli alle quali possono andare incontro i criminali dopo le sue retate (esplosioni, macchine che saltano in aria), Superman ha ancora la purezza dell’eroe, una purezza che costantemente viene però messa in discussione. Solo i finale permetterà ad entrambi da uscire dal limbo in cui loro malgrado erano finiti e maturare.

Lex Luthor: No man in the sky intervened when I was a boy to deliver me from Daddy’s fists and abominations — mmnnn — I’ve figured it out way back, if God is all powerful, he cannot be all good. And if he’s all good then he cannot be all powerful — and neither can you be. They need to see the fraud you are. With their eyes. The blood on your hands.

Geniale nella pianificazione quanto psicopatico
Geniale nella pianificazione quanto psicopatico

UN FUMETTO IN MOVIMENTO

Sotto il profilo tecnico, mi è piaciuta particolarmente la fotografia. Credo che la regia di Snyder, che ormai possiamo dire è riconoscibile nel bene e nel male, si sposa con il tono generale del film. Ecco che i ralenty, le pose evocative che richiamano celebri fumetti, le scene d’azione violente ma non confusionarie, assumono un loro significato nel contesto di Batman v Superman. L’idea dello scontro “epico” tra due personaggi che non sono gli eroi di quartiere o che non potremmo mai essere noi, viene reso ottimamente. Se potrebbe risultare stucchevole in qualsiasi altra pellicola anche solo uno di questi aspetti (basti pensare ai continui ralenty in Watchmen), qua invece tutto ha un suo perchè. Lo scontro tra i due potremmo definirlo “breve ma intenso” e la battaglia finale è inevitabilmente caciarona, se pensiamo al nemico che viene affrontato. Aggiungiamoci un’ottima colonna sonora di Zimmer e JunkieXL e siamo a cavallo. Una festa per gli occhi e un respiro epico, a patto che vi piaccia il tono del film.

 

La prima Wonder Woman del grande schermo promossa. Per ora.
La prima Wonder Woman del grande schermo promossa. Per ora.

 

LE MAGAGNE

Tutto rose e fiori, quindi? No. Sono più di una le forzature che a livello di trama si fa fatica ad accettare (anche se la trama in quanto tale non è complessa e si segue bene. Una parte dei problemi di scrittura sono dovuti, secondo me, alla non scontata difficotà di rendere su schermo un essere immensamente potente come Superman. Pensate al perchè non salva una certa persona a lui cara o perchè è sempre nei paraggi di Lois etc. etc…Altre questioni sono dei passaggi nella sceneggiatura non proprio cristallini). Inoltre, la mancanza di un background a questo Batman si sente, sopratutto quando lo vediamo incattivito e disilluso. Passando al villain, tema al quale sono particolarmente legato, posso dire che come cattivo lo definirei senza infamia e senza lode ed è interpretato ottimamente da Eisenberg. Il problema è che, se funziona abbastanza come cattivo, non si può dire lo stesso in rapporto alla sua controparte cartacea. Dov’è il Lex sicuro di sé che pianifica la rovina di Superman pur sembrando all’esterno una persona non completamente squilibrata? Confidavo che nel finale mostrassero un Lex trasformato, segnato dai recenti avvenimenti e quindi molto più pacato. Non è stato così. Spero che nelle prossime pellicole lo facciano cambiare. Capisco che si sia voluto svecchiare il personaggio ma non sono d’accordo nel renderlo platealmente fuori di testa. Esistono modi più sottili per far emergere l’ossessione per Superman da parte del suo arcinemico. Quanto alle interpretazioni attoriali, ognuno fa il suo. Nessun picco ma nemmeno nessun disastro (e le premesse c’erano tutte col simpatico Ben mascellone), interessante l’Alfred di Irons e magnifica come sempre Amy Adams che anche in un personaggio abbastanza piatto come Lois si lascia guardare (e vorrei vedere). Infine, Gal Gadot come Wonder Woman funziona, anche se la prova del nove sarà il film a lei dedicato in uscita l’anno prossimo.

Un altro probelma è l’inserimento di determinati “visioni” pare abbastanza fuori luogo. Se è vero che servono a creare suspance per i prossimi film, allo stesso tempo rischiano solo di creare confusione aggiungendo altro materiale ad un film già “carico” di suo.

 

CONCLUSIONI

Batman v Superman non è un film per tutti. Non perchè sia profondo, serioso o impegnato. Semplicemente perchè ha un tono cupo. Parla di eroi molto lontani dal nostro modo di essere, quasi delle divinità greche. Hanno i loro superproblemi molto umani ma non sono mai al nostro livello. Lo spettatore non sogna di essere Superman o Batman ma assiste alle loro gesta ad una certa distanza. Il Batman di Nolan ci aveva fatto capire come tutti possiamo essere Batman, perchè è l’ideale che conta, tanto che il percorso di quel Bruce Wayne si era esaurito in The Dark Knight Rises, lasciando la propria eredità a “Robin” Blake. Questo film ci dice invece qualcosa di differente. Guarda il tutto da una prospettiva diversa.

Non vedo però il perché questo debba essere un difetto.E ‘ semplicemente una caratteristica del filone dei film DC.  Viviamo nell’epoca aurea dei supereroi. Paradossalmente abbiamo al cinema una Marvel scanzonata mentre a livello televisivo c’è un tono più serioso e maturo (Daredevil e Jessica Jones) quando sul versante DC accade esattamente l’opposto.

Tutto questo non comporta che i film/telefilm più “dark” siano anche i più “impegnati”.

Il fatto che oggi possiamo scegliere di goderci i colorati e luminosi film Marvel o i più “introspettivi” film di questo nuovo corso DC dovrebbe solo rallegrarci. Possiamo scegliere l’uno o l’altro. Personalmente apprezzo di più questa ottica piuttosto che la luminosità marvelliana al cinema ma sono gusti. Godiamoci questo periodo di splendore dei supereroi perché, a differenza loro, non durerà in eterno. Snyder potrà essere arrogante e poco simpatico ma un accanimento così alto verso un film sui supereroi non l’avevo mai visto prima d’ora. Non è C’era Una Volta in America nè il Settimo Sigillo ma un blockbuster dove vengono presentati degli eroi dei fumetti. I difetti ci sono ma vengono bilanciati e superati dalla capacità di intrattenere che ha questo film, non mi sono annoiato un secondo. Nella prima parte lenta ho apprezzato la costruzione e le premesse allo scontro mentre nella seconda mi sono goduto combattimenti volutamente inverosimili ed esagerati (con Superman in mezzo cosa si pretendeva?)La pellicola ha determinati messaggi e tematiche interessanti ma non è un film profondo o di critica sociale, anzi , è molto “fumettoso”.  Forse, a livello concettuale, ha il difetto di contemplare un’anima più cupa e una più caciarona, rischiando di scontentare chi preferisce solo una delle due.

Batman v Superman non è il cinecomic migliore mai girato ma non è nemmeno quell’aborto filmico di cui tanto sento parlare. Se cercate un film particolare che si distacca (nel bene e nel male) dalla formula vincente Marvel, questa pellicola fa al caso vostro. Si poteva fare di più, è indubbio. Ma ciò non significa che sia tutto da buttare.

 

 

 

P.S. Tra le forzature non annovero il tanto criticato espediente narrativo che ha messo fine allo scontro tra i due. Non è la soluzione più geniale mai creata ma non la trovo così fuori contesto.

P.S.2 Speriamo che la Director’s Cut chiarisca un pò di passaggi e elimini alcune forzature a livello di trama.

P.S. 3 Vorrei sapere a chi è venuta in mente la traduzione “lotta di battaglia”. Ma cosa diamine significa?

5 pensieri riguardo “Batman v Superman: l’alba dei superorfani

  1. Mi trovi d’accordo su diverse cose, ma soprattutto sull’inviare una grossa pernacchia all’indirizzo di chi si è stracciato le vesti manco parlassimo di un paese straniero che ci ha dichiarato guerra. Cioè. Relax, babies…
    … non posso poi che gradire il fatto che praticamente tutti noi “del giro” (espressione altisonante e forse pure un po’ mafiosetta) concordiamo disperatamente su una cosa: quant’è okay Amy Adams?! 🙂

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    1. Amy Adams è, ripeto, il Leonardo di Caprio al femminile. Ha fatto gavetta (anche se sin dall’inizio il talento si intuiva) e poi è passata a film impegnati dove ha ripetutamente sfiorato la statuetta. Ogni anno faccio il tifo per lei (che, in aggiunta a tutto ciò, ha un fascino fuori scala).

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