The Hateful Eight: L’ottava meraviglia di Tarantino

The Hateful Eight può essere descritto in 4 parole: un gran bel film.

Quando hai un cast azzeccatissimo (come diamine fa Tarantino a scegliere sempre gli attori giusti? Ok per i suoi fedelissimi che conosce ma anche le new entry non tradiscono, anzi!Jennifer Jason Leigh e Walton Goggins superlativi. Grandi conferme di due veterani come Samuel Lee Jackson e Kurt Russel.), una sceneggiatura che  ti tiene col fiato sospeso per oltre due ore e mezza di film e  la sua solita regia mai così pulita e composta, il film non può essere brutto.

 

“Tutti i bastardi meritano di essere impiccati, ma i grandi bastardi sono quelli che impiccano”

John Ruth

il "Boia" e la Prigioniera
il “Boia” e la Prigioniera

 

Un western atipico

Il rischio, però, è che finisca per essere una ripetizione di qualche suo lavoro precedente. Oppure che manchi un tassello, un “qualcosa” che lo elevi al rango di “filmone” se non di capolavoro, lasciandoti con un briciolo di amaro in bocca. Come con Django, ad esempio (la parte finale era nettamente inferiore al resto). Ecco, sgombriamo il campo da questi legittimi dubbi: The Hateful Eight per me è un film riuscito. Anzi, sotto molti aspetti, si presta a più letture rispetto a grandi pellicole come Bastardi Senza Gloria e lo stesso Django,  che avevano dalla loro un alto tasso di “spettacolarità”  ( tasso che questo ultimo film non ha se non nella misura di esplosioni splatter con sangue a palate, dopo oltre due ore di dialoghi).

 

 

 

“I neri sono al sicuro quando i bianchi sono disarmati”

Maggiore Warren

un Lee Jackson in grande forma per un Maggiore Warren che non dimenticheremo facilmente.
un Lee Jackson in grande forma per un Maggiore Warren che non dimenticheremo facilmente.

 

8 sotto un tetto

L’impianto è teatrale. E ciò comporta che lo script ci presenti degnamente le pedine di questo grande gioco al massacro. La sceneggiatura fa il suo mestiere e riesce a non sconfinare mai nel piattume. I dialoghi sono strettamente funzionali a darci (alcune) informazioni sui manigoldi che si trovano a dover convivere sotto uno stesso tetto durante una glaciale bufera di neve nel Wyoming. I personaggi non sono solo male e violenza. Ognuno ha le sue motivazioni e anche dietro il più spietato razzista si cela la figura di un uomo che, ad esempio, cerca il proprio figlio. Ottimi spunti di riflessione, dunque. Non so come sia possibile la mancata candidatura agli Oscar, mah!

Al bianco gelo esterno (il freddo richiama la spietatezza, la mancanza di compassione che tutti hanno), si contrappone un caloroso focolaio. In queste quattro mura si gioca una partita. E le sorprese sono dietro ogni angolo. Il film è magistrale nel creare la tensione piano piano, con molta gradualità. L’esplosione di violenza avviene al momento giusto.

 

Piani di lettura

Ma il film non è solo un “thriller” in salsa western. Tarantino affronta parecchie tematiche, da quella razziale a quella sul concetto di giustizia oltre ovviamente alla violenza  e all’inganno che sembrano connaturati all’essere umano. Un’altra lettura potrebbe essere legata alle fondamenta degli Stati Uniti e  a quello che è l’America oggi.  Quale ambientazione migliore di quella post guerra civile poteva dare così tanti spunti di riflessione?

Eppure, in questo turpidume che potrebbe privarci di ogni speranza, ecco che all’ultimo compare un messaggio finale che apre uno spiraglio di luce.

Se poi ad un western (seppure atipico e claustrofobico come questo) ci inserite una colonna sonora di Morricone, bè, mi arrendo.

Tarantino, hai vinto anche stavolta.

Il film va digerito, gustato piano piano.

Un film che consiglio a tutti? No. Se avete ancora in mente le esplosioni di Django Unchained, rimarrete delusi.

Se vi piace la suspance, la tensione e cercate un film molto introspettivo, The Hateful Height è la pellicola che fa per voi.

 

 

 

The Hateful Eight
The Hateful Eight

 

 

3 pensieri riguardo “The Hateful Eight: L’ottava meraviglia di Tarantino

  1. Tarantino non ne sbaglia una, 3 ore di film dove predominano i dialoghi, e non senti nemmeno la pesantezza, perché molti non sanno che la cosa principale nei film sono proprio i dialoghi.

    Piace a 1 persona

    1. Infatti non riesco a capire tutte queste critiche. Tra l’altro Tarantino ci ha sempre abituato a molti dialoghi, già dalle Iene (scena di apertura). Un film dialogato molto teatrale che, pur con mille differenze, è su una lunghezza d’onda simile (anzi con zero azione rispetto a TH8) è “Carnage” di Polanski. Poi se 3 ore di film non le senti significa proprio che il film è riuscito. Io mi sono proprio divertito!

      Piace a 1 persona

      1. Carnage dura 1 ora e 20 e più facile da digerire.

        La scena quando Kurt vomita in faccia a Jennifer è epica! Esilarante.

        "Mi piace"

Scrivi una risposta a amulius Cancella risposta

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.