La Signora del Lago: Addio, Geralt di Rivia!

Poco più di un mese fa scrivevo una recensione sulle opere di A. Sapkoski (la Saga dello Strigo ), cercando di presentare quelle che erano le mie impressioni generali su una saga forse ancora troppo in sordina rispetto alle altre presenti nelle nostre librerie.

“Ho sempre più l’impressione […] che questa sia una storia senza inizio. Non sono neanche sicura che sia davvero finita. Perchè devi sapere che passato e futuro sono inestricabilmente intrecciati. Un elfo mi ha detto che è come con quel serpente che si morde la coda. Quel serpente, sappilo, si chiama Uroboros. E il fatto che si morde la coda significa che il cerchio si è chiuso. In ogni attimo del tempo si celano futuro, presente e passato. In ogni attimo si cela l’eternità […]”.

Cirilla di Cintra. Co-protagonista della Saga, insieme al suo padre putativo Geralt.
Cirilla, detta “Ciri”. Co-protagonista della Saga, insieme al suo padre putativo Geralt.

Avevo anche scritto che, caso quantomeno raro, la saga dello Strigo (o Witcher che dir si voglia) migliorava di libro in libro, in un crescendo straordinario. Ora che ho concluso tutta l’epopea di Geralt (salvo il prequel La Stagione delle Tempeste in uscita nel 2016), posso dirvi, non senza un certo autocompiacimento,  che non mi sbagliavo.

Con la Signora del Lago Sapkowski ci regala un grandissimo capitolo finale. Scoppiettante, emozionante, ironico,epico. Tutto quello che un lettore fantasy si aspetta, lo trova nelle pagine dell’ultimo atto della storia dello Strigo più famoso di sempre. Gli eventi narrati scorrono con un ritmo serrato, senza però dare mai l’impressione di una trama “tirata via” o conclusa alla bene e meglio. Tutti gli archi narrativi (eccetto forse uno riguardante gli Aen Elle) hanno una loro conclusione. E che conclusione! Non c’è un personaggio che non abbia uno scopo. Come nei due romanzi precedenti, Sap utilizza uno schema ad incastro con flash-back e flash-forward che consentono di narrare i numerosi eventi con grande dinamismo e da prospettive (soggettive e temporali) differenti. 

justanor.devianart.com
Vilgefortz, della serie “se vuoi fare il Villain, fallo bene”. crediti: justanor.devianart.com

In tutto questo riesce a dare il giusto spazio a tutti i protagonisti, da Ciri a Geralt passando per Yennefer. Se negli altri capitoli della saga potevamo gustarci un viaggio avventuroso ma dal ritmo forse a volte troppo cadenzato (penso al Sangue degli Elfi o al Tempo della Guerra), con La Signora del Lago saliamo su fantasmagoriche montagne russe. Picchi emotivi altissimi, inframezzati da momenti di leggerezza e il tutto si rivela essere amalgamato alla perfezione. Per quanto riguarda la trama, senza svelare nulla, vi posso solo dire che non mancheranno i colpi di scena.

Fringilla Vigo. Una Maga dalle tante qualità. Amante dei libri e delle librerie…

Ho avuto l’opportunità di leggermi i romanzi quasi tutti d’un fiato, godendomi in contemporanea anche the Witcher 3 (ancora da terminare), ed è veramente una grande soddisfazione arrivare alla conclusione di una saga così fresca ed emozionante. Accanto alla malinconia dovuta all’abbandono del mondo fantasy creato dall’autore polacco –  che non ospiterà altre avventure (per ora) –  mi sento gratificato da come il tutto è stato concluso. Al di là di qualche possibile interpretazione del finale (che comunque cambia poco, a mio avviso, il messaggio che Sap vuole trasmettere), tutti i nodi vengono al pettine.

“La strana combriccola che chiamava sua compagnia. Cahir Mawr Dryffryn aep Caellach, che mi osservava e diventava addrittura paonazzo dallo sforzo di ricordare dove mi aveva già vista […]. Milva, una fanciulla apparentemente rissosa e fiera, ma che miè capitato di sorprendere per ben due volte a piangere nascosta in un cantuccio delle scuderie. Angouleme, una ragazzina volubile. E Regis Terzieff-Godefroy. Un tipo che non sono riuscita ad inquadrare. Loro,tutta la banda, avevano su di lui un’influenza che non potevo neutralizzare”.

Come non amarla?
Yennefer: come non amarla?

I personaggi, uno dei punti forti di Sap, si evolvono e alcuni , ahimè, ci salutano (C’è chi parla  di Martin quando nel fantasy qualcuno ci lascia le penne. Invito costoro a leggersi Sap. Non si vive solo di Nozze Rosse. Lacrime in arrivo ed in grande quantità.) e, grazie a piccoli flash-back, andiamo a scoprire alcune “diapositive” nel loro passato. Le voci dei numerosi personaggi contribuiscono a dare un affresco degli eventi molto vivace, senza appesantirlo però con inutili descrizioni ma semplicemente offrono dei punti di vista originali alle vicende narrate.

I temi trattati sono diversi, da quello della crescita da giovane ad adulta di Ciri a quello dell’affetto che lega il trio familiare Geralt-Ciri-Yennefer. Inoltre, Sap affronta ancora una volta la questione del razzismo e dell’intolleranza  nei confronti della diversità altrui attraverso le lenti del fantasy. Non c’è una netta divisione tra bene e male nè, tantomeno, tra “razze” buone e razze malvagie.  La follia dettata dalla paura, l’ignoranza che ottenebra la ragione, l’ambizione che corrode l’animo entrano a far parte del vortice degli eventi che ci travolge e porta via. Dulcis in fundo,  troviamo pure i viaggi nel tempo, come nei migliori romanzi di fantascienza. Cosa si può davvero volere di più?

“La missione e la ragion d’essere degli strighi sono state incrinate, giacchè ora la lotta tra il Bene e il Male ha luogo su un altro campo di battaglia ed è condotta secondo criteri completamente diversi. Il Male ha cessato di essere una forza cieca ed elementare contro cui doveva schierarsi lo strigo, un mutante altrettanto micidiale e caotico del Male stesso. Oggi il Male regna attraverso le leggi, perchè le leggi sono al suo servizio. Agisce attenendosi ai trattati di pace, perchè è a esso che questi sono ispirati…”

Geralt di Rivia
Un gran finale per Geralt di Rivia

Il Lupo Bianco va in pensione, ma lo fa con la sua consueta classe. Una saga straordinaria ha il suo degno epilogo.

In occasione di Lucca Comics 2015, dopo aver fatto per ben due volte la fila (la prima invano dato che il buon Sap si è sentito male e ha smesso di vergare del suo sacro inchiostro le copie dei suoi numerosi fan proprio quando toccava al sottoscritto), sono riuscito ad avere il suo autografo sul mio volume della “Signora del Lago”.

Gli ho stretto la mano e l’ho ringranziato.

Un “Thank you” per lo splendido mondo in cui mi ha fatto vivere.

Grazie di cuore, “Sap”.

N.B. Se avete visto un dinoccolato personaggio nelle vesti di Scuotivento/Rincewind a Lucca Comics 15, ero io. Ho avuto l’occasione di farmi immortalare con diversi cosplayer in tema Witcher ,che erano diversi, e tra i quali figuravano Geralt,Ciri,Yennefer, Ranuncolo,Iorveth e addirittura un Leshen. Ho anche avvistato un geniale cosplay di Cahir (in armatura, con tanto di elmo alato) e uno di Mistle. Tanto di cappello.

N.B. 2 il Viaggio tra i Mondi, Brenna, Tir na Lia, l’assalto, l’epilogo: chiamale se vuoi, emozioni.

NB. 3 Se avete intenzione di giocare o avete già giocato The Witcher 3 – Wild Hunt, non potete non leggere questo capolavoro. L’esperienza videoludica ne esce ancora di più arricchita.

Se c’è qualche altro appassionato che ha completato la Saga, sarei curioso di sapere le sue impressioni(mi raccomando tasto SPOILER nei commenti).

6 pensieri riguardo “La Signora del Lago: Addio, Geralt di Rivia!

  1. ho finito la saga… ma sono un po’ perplesso.
    Tante volte questo girovagare nel tempo e nello spazio, confonde.
    É pur vero che é tipico dei polacchi acculturati riuscire ad arrivare al punto della questione passando per 3000 esempi e parentesi… la semplicità e la schiettezza, in questa cultura, é riservata ai bambini e ai villani.
    Il finale me l’aspettavo più concreto, nonostante fosse chiara la passione di Sap di giocare con i miti e le leggende nordeuropee.
    Sono curioso di sapere come comincia la saga dei videogiochi… ma quello è un altro discorso…

    P.S. Non riesco a capire perché per il tomo “il tempo della guerra” sia stato scelto quel titolo piuttosto che la traduzione letterale di “il tempo del disprezzo”, che secondo me rende meglio.

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    1. Ciao! Si, il libro è molto “frammentato” sotto quell’aspetto ma – sarà che sono appassionato di paradossi temporali – trovo geniale e insolito inserire un elemento che mai mi sarei aspettato nella saga. Per quanto riguarda i videogiochi, prendono le redini direttamente dal finale, coinvolgendo la Caccia Selvaggia e Ciri ma non vorrei spoilerare troppo. Evidentemente interpretano il finale in maniera “ottimista” (la mia lettura è molto più “drammatica”). Tra l’altro, proprio la tematica dei viaggi nel tempo (in maniera semplicemente geniale) viene proprio ripresa nel primo capitolo della saga videoludica in questione. Sulla scelta del titolo, anche io non me la spiego. Forse perché associare il termine “guerra” al fantasy è più convincente dal punto di vista editoriale, chissà.

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  2. Ok, sono molto in ritardo rispetto a questa recensione, però ho finito il libro oggi ed ero in cerca dell’opinione di altri. In breve, a me questo libro ha lasciato un forte senso di incompiutezza. Ho acquistato i libri tutti insieme e li ho divorati, ma io credevo che anche l’ultimo facesse parte della saga, non sapevo fosse una specie di prequel. Quando l’ho scoperto mi sono detto “ma come, e tutte le cose lasciate in sospeso?”. Io ero convinto che la storia dovesse continuare, non mi sembrava per niente finita. Farò qualche spoiler.
    Sette libri a parlare della profezia, della ragazza dal sangue antico che distruggerà e salverà il mondo. Messa da parte, non accade niente del genere.
    Gli elfi dell’altro mondo che giurano a Ciri che l’avrebbero trovata e uccisa. Non si vedono più.
    Cinque libri (credo) a parlare di Emhyr che cerca Ciri per il sangue eccetera eccetera, fa guerre, smuove mezzo mondo, uccide tutti i compagni di Geralt, poi quando la trova la lascia andare, così, di botto, senza motivo.
    Stessa cosa per la loggia delle maghe, che sarà pure una cosa minore per carità, però dovevano decidere il destino del mondo e invece restano così, a non fare niente.
    E Ranuncolo? E Triss? E gli altri Witcher?
    Non dico non mi sia piaciuto, anzi non riuscivo a staccarmi dalle pagine, però ho provato una fortissima delusione quando ho scoperto che si era concluso tutto così.

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    1. Anch’io ho finito di leggere l’ultimo capitolo oggi, e sono rimasto un po’ deluso come te. Alla fine rimangono un sacco di cose in sospeso a cui l’autore alla fine non ha dato una conclusione, per esempio il fatto di fermare il bianco gelo oppure di cosa ha fatto la loggia successivamente, dato che Ciri dieci pagine prima della fine gli ha promesso di tornare per compiere la sua predestinazione e infine se ne va e basta. Ho amato leggere tutta la saga e sono felice di averlo potuto fare tutto di seguito però il finale non mi ha soddisfatto. Ho già giocato e completato the witcher 3 con Ciri che ferma il bianco gelo e diventa una witcher seguendo le orme di Geralt, e mi piace pensare che quello sia il vero finale della storia perché lo trovo più bello e completo.

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      1. Così perde di significato anche l’improvviso cambio di idea di Emhyr. Lo fa per la predestinazione, ma alla fine la predestinazione non c’è, la profezia non si avvera.

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