Stellaris (console edition): cronache della galassia

La nostra esistenza è fatta di punti fermi.

Il Sole sorge ad oriente, le stagioni si alternano nel corso dell’anno e il genere degli strategici è soltanto riservato al mondo dei PC.

Se sulle prime due affermazioni è difficile discutere (per quanto l’attuale oscurantismo culturale che connota questi anni potrebbe portare alla diffusione delle teorie più strampalate), la terza è stata clamorosamente smentita.

Un gioco di strategia, addirittura appartenente al sotto-genere dei grand strategy games di casa Paradox (per chi non sapesse di cosa si parla, rinvio alla recensione del capolavoro Europa Universalis IV…….) sbarca nel mondo consolaro! Non potevo credere ai miei occhi quando ho letto la notizia mesi fa dell’annuncio dell’uscita di Stellaris – console edition.

Come uno dei pionieri stellari del gioco, ho deciso di esplorare sin dal day one l’oscuro universo di un gioco ideato e pensato per computer…giocandolo su console.

Dopo diverse ore di gioco eccomi a recensire questo barlume di speranza per gli strategici nel mondo delle console.

 

IMPERATORI GALATTICI NON SI NASCE MA SI DIVENTA

Stellaris è un grand strategy game. Un ibrido che miscela componenti tipiche di un Civilization con quelle degli altri titoli Paradox. A differenza delle saghe di Europa Universalis, Crusader Kings, Victoria e Hearts of Iron, non avremo a che fare con un determinato setting storico ma con una galassia che si plasmerà inedita ad ogni nuova partita.

E non è una differenza da poco.

Nelle prime battute dovremo infatti decidere la nostra fazione stellare, potendo optare tra alcune già pre-impostate o buttarci in un editor che scatenerà la vostra fantasia (scelta che consiglio caldamente).

Il riassunto della mia prima fazione creata con il fantastico editor di gioco.

Dalla scelta della razza (umanoide, molluscoide, fungoide etc. etc.) fino alla forma di governo, passando per le caratteristiche (pregi e difetti) che caratterizzeranno il vostro popolo: ogni singolo aspetto dei futuri padroni della galassia potrà essere impostato. Che caratteristiche dovrà avere il vostro pianeta ideale? Quale sarà il titolo del leader? Il vostro stemma cosa rappresenterà?

Ad esempio, in una partita ho optato per degli alieni ciclopici, molto disciplinati ma piuttosto ingordi nel consumare risorse. Piuttosto abili in ambito politico (tanto da avere dei bonus influenza per questo), popolano una oligarchia “la Repubblica Planetaria” e sono molto materialisti.

In un’altra, invece, ho voluto immaginare una razza militarista fortemente disciplinata con alla guida un Imperatore dotato di potere assoluto.

Avete voi la scelta su come plasmare chi andrete a comandare. E tutto ciò avrà delle conseguenze in game. Da bonus nella ricerca a maggiori punti influenza, passando per rapporti diplomatici con altre fazioni e eventuali bonus in campo militare. Sprigionate la vostra immaginazione e costruite la vostra storia.

Una volta conclusa la divertentissima fase di creazione della fazione (che, per i più maniacali come il sottoscritto, potrebbe durare non poco), avrete la possibilità di impostare la grandezza della mappa galattica (fino ad un massimo di 600 stelle) nonché la difficoltà, la presenza di crisi nell’endgame (per movimentarvi la partita quando pensate di aver la vittoria in tasca etc. etc..).

Le impostazioni di inizio partita.

Finalmente possiamo quindi partire per la nostra galassia ed iniziare le nostre personalissime cronache. La prima fase è quella esplorativa ove invieremo le nostre navicelle scientifiche a studiare i sistemi vicini, alla ricerca di risorse e – possibilmente – pianeti abitabili.

Si comincia!

Col tempo faremo conoscenza con i nostri vicini e avere un impero xenofobo o una illuminata repubblica pacifica farà la differenza. La diplomazia non ha la profondità di un Europa Universalis (e non potrebbe esserlo altrimenti. Dopotutto si interagisce con razze differenti aventi culture probabilmente differenti dalla nostra) ma regala qualche soddisfazione, soprattutto nel consentire di far parte (e creare, una volta sbloccata l’opportuna abilità) una federazione, organizzazione di regni sovrani che permette di far fronte alle minacce esterne e di mantenere una vera e propria flotta federale senza alcun costo.

Potrete addirittura decidere in materia di cittadinanza e diritti civili delle razze che popolano il vostro regno. Volete concedere la cittadinanza solo alla vostra razza o consentire l’accesso ad incarichi scientifici, governativi e militari anche a razze diverse? Vorrete consentire la schiavitù oppure proibirla? La scelta è solo vostra.

Fondamentali sono ovviamente le risorse (minerali, energetiche, alimentari ed i c.d. punti ricerca in 3 rami scientifici). Se raccogliere minerali sarà cruciale per la costruzione di strutture e navicelle, avere crediti energetici sarà altrettanto cruciale se non vorrete che le vostre astronavi non abbiano più propellente o che il vostro stato finisca in deficit con conseguenze catastrofiche). L’abile gestione di tali risorse è la chiave per poter andare avanti nella partita senza essere annientati dal primo impero galattico che passa nei paraggi. Per quanto concerne l’aspetto militare, avrete a disposizione diverse classi di navi (sbloccabili con varie tecnologie) la cui struttura interna potrete liberamente modificare (scegliendo un’arma piuttosto che un’altra con notevoli differenze di range/danni/punti di forza o optando per una nave con più scudi anziché con più armatura etc. etc.)

Uno sguardo dall’alto alla galassia (in ogni partita è differente)

Come avrete intuito la profondità del gioco è notevole, riuscendo a dare l’idea di gestire un impero galattico a 360 gradi.

Accanto ai grandi obbiettivi (di conquista  di un tot di pianeti della galassia o di annientamento degli imperi rivali), non mancano piccole grandi quest, capaci di creare delle vere e proprie sotto trame. Da ribelli che si ostinando ad opporsi al vostro potere (tanto da rubare le navi imperiali e assalire le vostre navicelle più piccole) a misteriose scoperte di antiche civiltà o a studi condotti su forme di vita alquanto bizzarre. Insomma, ce ne è per tutti i gusti.

 

POCHI TASTI, TANTI COMANDI

La prima grande domanda che ci si pone quando parliamo di porting di un gioco che si fonda sul duo mouse – tastiera è se il joypad diventi un oggetto da scaraventare sul televisore per la frustrazione e la legnosità dei comandi oppure se possa divenire un decente strumento per navigare nei meandri dei menù sui quali si basa un qualsivoglia gioco di strategia.

La Tantalus Games – software house che ha curato la console edition del gioco Stellaris – ha svolto un lavoro egregio, tanto di cappello.

Un tipico “evento” in cui vi imbatterete nelle prime ore di gioco.

Dopo qualche minuto di confusione nel quale faticavo a capire come muovermi tra le quattro grandi “barre strumenti” poste su ogni lato del nostro schermo, ho infatti assimilato i semplici comandi e, tempo qualche decina di minuti, non mi rendevo nemmeno conto di giocare con un joypad. Nella versione PS4 è sufficiente premere cerchio e uno dei tasti direzionali per passare agevolmente tra i 4 grandi menù/barre che ci permettono di gestire l’Impero.

In basso potremo incidere sulla velocità dello scorrere del tempo (normale, veloce, ultra-veloce) e leggere le varie notifiche che si susseguono nel corso del gioco (una ricerca completata, un’anomalia ritrovata, una dichiarazione di guerra, la morte di un leader etc. etc.).

Tramite un apposito pannello, potrete tenere sotto controllo l’avanzamento di un eventuale guerra con altri imperi. Nel mio caso il mio regno (Yeonnikeros, lett. i figli di “Yeonn”, divinità inventata appositamente) fanno parte di un alleanza federale che si oppone agli “Inari Protectors”. In base al warscore finale, si potranno avanzare delle richieste (pianeti da cederci, pianeti ai quali dare indipendenza, distruggere stazioni spaziali etc. etc. )

A sinistra troviamo il menù più complesso. Le singole icone ci permettono di gestire ogni singolo aspetto della nostra fazione, dalla forma di governo, passando per le ricerche fino alla pianificazione delle colonie future e alla gestione dei settori con i quali gestire più facilmente il nostro impero stellare sempre più grande e tanto altro.

In alto potremo tenere d’occhio le risorse fondamentali per non venire trucidati in un’istante da imperi rivali o per finire in pericolosi deficit che farebbero collassare il nostro impero in un batter d’occhio.

Una battaglia stellare. E’ possibile seguire “in diretta” lo scontro tra le vostre forze e quelle nemiche. Le diverse tipologie di navi e gli armamenti differenti aggiungono profondità anche alla fase bellica.

Infine, a destra, c’è il comodo outliner col quale potremo andare a visionare i singoli pianeti o a gestire flotte civili, militari e armate di terra.

La navigazione è leggermente più macchinosa (e non potrebbe essere altrimenti, data l’assenza del mouse) quando si naviga direttamente sulla mappa stellare cercando un singolo sistema ma non è niente di disastroso.

Le schermate e le icone sono ben visibili anche ad una certa distanza dal televisore (non “siderale” ovviamente, a meno che non vogliate perdere diottrie per il bene della galassia).

 

QUESTIONE DI RITMO

Tutto perfetto, quindi?

No. Se è pur vero che il gioco gira fluido su una ps4 senza il minimo rallentamento, è evidente che si sia dovuti scendere a compromessi in fase di porting. La riduzione della velocità dello scorrere del tempo massima (non esiste la 4 velocità) rispetto alla controparte pc, ha come conseguenza che spesso, sopratutto nella c.d. fase midgame (quando siamo alla guida di un Impero affermato ma non ancora troppo potente per poter avviare grandi campagne militari) ci si debba accontentare di alcuni periodi di stasi, senza la possibilità di accorciarli più di tanto.

La Paradox, inoltre, ha sempre fatto della sua politica dei DLC uno degli elementi portanti: conitinui aggiornamenti che spesso si rivelano essere delle vere e proprie espansioni, capaci di dare ancora più profondità a titoli che già di per sé presentano parecchi elementi da gestire. Alla lunga giocare alla versione base di Stellaris su console potrebbe stancare, dopo magari 3-4 partite intense, e si sente la mancanza di qualche elemento di novità che possa darvi nuova linfa. Nella versione pc, ormai il titolo è stato ampliato notevolmente grazie a numerosi DLC mentre, per quanto concerne il panorama console, sono in progetto solo due DLC. E il resto? Dipenderà dalle vendite si dice in casa Paradox. Un peccato non poter godere di un prodotto arricchito da numerose innovazioni capaci di innovare il gameplay sensibilmente.

Nelle fasi avanzate della partita, vi troverete a gestire una moltitudine di pianeti. Con l’espandersi dell’Impero, la ricerca e lo sviluppo tecnologico saranno più lenti. In compenso avrete più risorse e, grazie ad un maggior numero di porti stellari, più capacità navale. Attenzione a non espandersi troppo velocemente, però! Come vedete in alto a destra ho troppi pianeti rispetto a quelli che la mia burocrazia può sostenere (solo nove). La soluzione? Creare dei settori stellari la cui gestione sarà demandata alla IA.

 

CRONACHE DELLA GALASSIA

Se amate la fantascienza e volete qualcosa di unico, Stellaris è il gioco che fa per voi.

Dovete armarvi di pazienza, saper attendere e giocare ad un ritmo lento ma costante. Tra alleanze, scoperte scientifiche, invasioni aliene, progettazioni di astronavi non vi annoierete di certo.

E così mi sono immaginato essere un novello Eto Demerzel, primo ministro dell’Impero Galattico nato dalla geniale penna di Asimov, mentre cerca di pianificare le proprie mosse per il bene dell’Umanità. Mica male, eh? Purtroppo non posso ancora avvalermi della psicostoria e qualche partita l’ho persa anzitempo. Hari Seldon, dove sei?

 

 

P.S.1 : la lingua è inglese. Purtroppo nessuna localizzazione italiana…come da tradizione Paradox.

P.S. 2: colonna sonora fantastica…come da tradizione Paradox.

4 pensieri riguardo “Stellaris (console edition): cronache della galassia

  1. Strategici su console ne ho giocati, ma come hai ben evidenziato, l’interfaccia può diventare una palla…al dito. Accolgo con vero piacere che questo titolo si lascia giocare. Lo inserisco nella mia personale lista “da giocare”. Grazie!

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    1. L’interfaccia fa stranamente il suo mestiere. Se me l’avessero raccontato, mi sarei messo a ridere. Se ci metti le mani, fammi poi sapere le tue impressioni in merito!

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