Italia, 2018: una Crisi Seldon

Permettetemi una licenza poetica – anzi,  politica – per mezzo di un libero adattamento dell’opera summa di Asimov (il ciclo della Fondazione) al contesto politico italiano.

Il 14 marzo è l’anniversario della Fondazione nonché della prima apparizione di Seldon (nella Volta del Tempo) su Terminus. Per chi non conoscesse la saga fantascientifica per eccellenza scritta dal geniale Asimov, lo invito a recuperarla al più presto, essendo un capolavoro senza tempo godibilissimo anche dopo quasi 70 anni.

All’indomani dei risultati delle elezioni italiane, dopo forse la peggiore campagna elettorale di sempre tra fake news, insulti reciproci, povertà di argomenti e altre amenità simili, ho voluto dedicare un pensiero a chi si sofferma su questo progressivo imbarbarimento della politica. Da dove è cominciato a crollare quel vallo di Adriano costituito da una certa educazione e rispetto altrui, lasciando spazio alla politica dei nomignoli, delle parolacce, delle mortadelle in parlamento, dei gestacci in televisione, dei calci ai giornalisti e di esponenti della carta stampata che divengono capi ultras di una fazione piuttosto che di un’altra? Non si tratta solo di contenuti ma di un modus operandi che è sceso inesorabilmente verso livelli sempre più bassi. Allo stesso tempo gli ultimi mesi hanno confermato la mia idea per la quale c’è tanta voglia di odiare, tanto desiderio di un nemico. Lo notate dalle offese che vengono scagliate per idiozie su Facebook, ad esempio. Una costante rabbia serpeggia e la politica, anziché far da mediatore e veicolare questi impulsi, li alimenta come un mantice su un fuoco già cresciuto per avere un ampio consenso. Ho voluto ironicamente pensare agli sconfitti e a quel che ne resta o a chi è rimasto un pò disgustato da come si intenda fare politica da diversi anni ormai, quale che sia il proprio colore politico perché non è quello a fare la differenza. C’è molto caos oggi, sia in chi è apertamente anti-sistema, sia chi eredita o fa parte della linea pro-sistema, dato che quest’ultimo è agonizzante da un pezzo.

Sarebbe bello se tutto ciò rientrasse in uno schema più grande e sarebbe bello se Hari Seldon, il geniale matematico che progettò la rinascita dell’Impero Galattico, avesse davvero tracciato un percorso per una politica italiana un pò più sana.

 

 

La Volta del Tempo era gremita. Persone di tutte le età si erano accomodate nei posti limitati della piccola sala. L’attesa era palpabile nell’aria e i secondi sembrava non passassero mai.

Poi, ad un certo punto, le luci calarono.

Un uomo apparve in lontananza. Era seduto su una sedia a rotelle e teneva in mano un libro.

“Sono Hari Seldon”.

Un brusio si diffuse tra i presenti ma venne subito interrotto appena l’uomo anziano cominciò a parlare.

“Questa è la prima volta che vengo qui. Non so se c’è qualcuno ad ascoltarmi, essendo questo solo un mio ologramma. Spero che stiate bene. In base ai miei calcoli, state affrontando una crisi di una natura mai vista prima. Il Partito di cui vi siete occupati negli ultimi anni è stato un inganno, un progetto falso, non essendo questo il fine ultimo che mi ero prefisso. Secondo la psicostoria vi aspetta un decennio di barbarie populista, in circostanze normali. Non avremmo potuto evitarlo in alcun modo. Quello che abbiamo fatto, noi psicostorici, è stato di ridurre il periodo barbarico ad un solo lustro. Non possiamo rivelarvi il modo in cui raggiungeremo lo scopo, come non abbiamo potuto dirvi la verità circa il Partito anni fa. Se voi lo scopriste, il nostro piano potrebbe fallire; come sarebbe fallito se aveste conosciuto prima l’inganno del Partito; se allora aveste saputo, il numero delle varianti psicostoriche sarebbe aumentato in misura tale che la nostra scienza non avrebbe più potuto controllarle. Ora questo pericolo non è più reale: non esistono psicostoriografi in Italia. Questo però posso dirvi: il futuro vostro partito e quello del vostro gemello dall’altro versante politico, sono i semi della rinascita per un Paese dove la politica abbia toni e contenuti più civili.

Come sapete, la psicostoria è quella disciplina scientifica che consente, attraverso complessi calcoli matematici, di poter prevedere il comportamento sociologico delle masse e, di conseguenza, degli effetti che ciò comporta. Studiare il caso italiano è stata una vera sfida ma, dati alla mano, avete il 98 percento di possibilità di trovarvi all’indomani di un’elezione dai risultati clamorosi.

Due grosse tensioni, una interna ed una esterna hanno dato luogo ad una congiuntura epocale. Da un lato il fenomeno migratorio e la tematica del suo impatto nonché i rapporti con l’Unione Europea, dall’altra l’ascesa dei partiti anti-sistema. Il risultato è il trionfo di chi promette soluzioni semplici a problemi complessi. Se i miei  calcoli sono giusti, ed è molto probabile che lo siano, le elezioni hanno comportato la fine (o la mancata nascita) delle posizioni moderate, sia di destra che di sinistra, incapaci di mettersi sulla stessa linea d’onda di persone che hanno perso completamente fiducia nelle istituzioni. In pochi ormai, senza leader e con le ennesime divisioni interne, siete circondati da slogan e promesse nei fatti irrealizzabili.

Non posso, ripeto, darvi la soluzione alla crisi per non influenzarvi. Siete un piccolo mondo di persone più o meno confuse in un oceano di certezze, con politici che badano molto di più alla sostanza tramite messaggi netti, seppur banali e dai contenuti contraddittori.

Dovete rendervi conto che vi trovate a fronteggiare una dura necessità e che nei prossimi mesi dovrete agire.

Sappiate però che occorrerà del tempo per ricostruire, stavolta con umiltà e capacità di osservazione, attenendo il momento in cui voi e il partito gemello posto dalla parte opposta, possiate guidare a turno il Paese.

Qualunque sviluppo segua il futuro, ricordate ai vostri amici che la via è già stata tracciata, e al termine del lungo cammino, sorgerà una democrazia un pò più sana per tutti i colori politici”.

I suoi occhi si abbassarono sul libro, scomparve nel nulla e le luci brillarono di nuovo.

 

P.S. In questo giorno particolare, ha dato anche l’addio a questo pianeta Stephen Hawking. Speriamo che la conoscenza scientifica e l’approccio empirico ai fatti non finisca in un buco nero (la direzione, però, sembra essere quella).

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