Europa Universalis 4 è un gioco che tutti gli appassionati di storia e politica dovrebbero avere istallato sul proprio hard disk. Avete mai immaginato di guidare un qualsiasi stato europeo o una nazione/clan nel mondo per circa quattrocento anni, partendo dal basso medioevo fino al 1821? Avete mai pensato all’ebrezza di poter costruire alleanze attraverso l’arte della diplomazia in modo da proteggervi le spalle da un vicino sempre più ingombrante? O ancora, vi è mai passato per la testa di cambiare il corso della Storia e ascendere la vostra casata al trono imperiale, defenestrando i maledetti Asburgo?
Europa Universalis 4 vi permette tutto questo. Una prima avvertenza: è un gioco che dà assuefazione. Vi accorgerete di come il tempo passi molto velocemente. “Solo altri dieci minuti e stacco” diventerà il vostro Mantra, potete crederci.
Ma vediamo nel dettaglio di cosa si tratta. Per cercarvi di illustrare nel modo più breve e chiaro possibile a grandi linee cosa offre questo grande titolo, seguirò l’iter di una partita base.
PRENDIAMO IL COMANDO
Nata come trasposizione videoludica di un gioco da tavolo, la serie EU fin dai suoi esordi si è contraddistinta per il suo profondo impianto strategico. Il gioco è in tempo reale, niente turni alla Civilization, per intenderci. Potete regolare la velocità di gioco e mettere in pausa . All’inizio della partita potrete scegliere qualsiasi nazione in un qualsiasi anno tra l’11.11 1444 (data della battaglia di Varna) e 5.05. 1821 (la morte di Napoleone). Qual’è lo scopo? Decidete voi. Sotto questo profilo il gioco può essere annoverato nella oramai sempre in crescita categoria dei sandbox. Totale libertà d’azione. Dopotutto siete voi alla guida del popolo che avete scelto, solo voi potete decidere quale sarà il vostro grande obbiettivo: diventare una potenza coloniale, costruire un centro culturale e tecnologico, creare una rete di vassalli e stati cuscinetto etc. etc. (Se volete un riferimento per capire come state procedendo, sappiate che esiste un punteggio che si basa sul posizionamento del vostro Paese nella top 10 dei Paesi più sviluppati nei settori diplomatico, amministrativo e i militare). Ovviamente, a seconda della data scelta d’inizio, la situazione geopolitica muterà. Ad esempio l’Impero Ottomano del XV secolo non avrà ancora i contorni del gigante del XVIII secolo. A questo punto perderete circa mezz’ora per scegliere la vostra nazione. Perchè quando avete tutto il globo a disposizione, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Preferite buttarvi nella mischia europea? Oppure spostarvi in Asia? O creare un impero in America o in Africa? Ma non è finita. Deciderete di partire con un Regno, un Impero già in ascesa o invece amate la sfida e optate per un misero principato con poche (o una soltanto) province?

I SERVITORI DELLO STATO
Avviata la partita, dovrete cominciare a mettere in moto l’encefalo. In prima battuta è necessario scegliere gli “advisors”, dei consiglieri che vi consentiranno di avere determinati bonus nel campo diplomatico,economico o militare. Inoltre provvederanno ad aumentare il quantitativo di punti (in diplomazia, settore militare e settore amminsitrativo) che mensilmente avrete a disposizione. Questi punti saranno fondamentali nella gestione del vostro Stato. Dal richiedere determinate condizioni di pace ad effettuare azioni di spionaggio del nemico e molto ancora.

TRA STRETTE DI MANO E COLTELLI DIETRO LA SCHIENA
Torniamo a noi. Scelti questi simpatici servitori dello Stato (che avranno ovviamente un determinato salario, non vorrete mica che lavorino gratis? State attenti a quanto spendete), sarà il caso di preoccuparvi della vostra situazione geopolitica: con chi mi alleo? Quale Paese rappresenta la minaccia principale ai miei territori? Attraverso un sofisticato (ma non difficile) meccanismo di “misurazione” delle relazioni tra i vari Stati (un simpatico numero da -200 a + 200 indica l’attitudine di uno Stato nei confronti di un altro), potrete farvi un’idea dell’assetto politico attorno a voi. E’ su questo aspetto che EU4 dà il meglio di sè. La diplomazia ha un peso e l’Intelligenza Artificiale non è imbecille. Se, supponiamo, riuscite a conquistare con la forza delle armi o ad annettere per via diplomatica (magari attraverso una serie di felici matrimoni reali) un quantitativo consistente di territori, i vicini cominceranno a temervi, sentendosi (a buon diritto) minacciati. Potrebbe formarsi addirittura una coalizione contro di voi. Ricordate che per dichiarare guerra ad un qualsiasi Stato, occorre un casus belli. Alcuni si fabbricheranno da soli (pensiamo a qualche storica diatriba sui confini o a regioni che sono state per decenni territorio altrui), in altri casi potrete anche “fabbricarlo” (grazie ai punti). Se avrete la geniale idea di attaccare senza di esso, i guai alla stabilità e all’ordine pubblico sono dietro l’angolo. Statisti avvisati….
Le opzioni diplomatiche non finiscono certo qui. Avrete la possibilità di minacciare o insultare Paesi altrui (con lo scopo di provocarli ed evitarvi il disturbo del casus belli) o finanziare i ribelli che si annidano oltre confine (se riusciranno a fare il colpo di Stato saranno vostri alleati) e tanto altro ancora.
Ci saranno scenari particolari. Uno su tutti: il Sacro Romano Impero. Che ne dite di tentare la scalata da piccolo Principe Elettore a Imperatore? Preparatevi a farvi amici gli altri Elettori e a pianificare la vostra politica sul lungo periodo…
IL MIO TESSSORO
Proprio per questo occorre dedicare qualche minuto agli altri due aspetti cruciali del gioco. Economia e Tecnologia. Se l’economia non gira, dite addio ai sogni di gloria. Niente soldi=niente armate. Un bell’invito a nozze per qualcuno che vuole soggiogarvi, anche solo come Stato vassallo. Per questo motivo dovrete sempre tenere d’occhio il vostro tesoro, sbirciando di tanto in tanto l’andamento dell’inflazione che può creare seri problemi a tutto il sistema. Ancora una volta entrano in gioco i punti di cui avevamo parlato prima, in particolare quelli relativi all’amministrazione. Un’amministrazione efficiente significa tassare meglio. Con la popolazione che evade le tasse, non si va lontano. Quando potrete permettervi un’armata e affrontare una guerra con buone possibilità di vittoria, non esitate a esigere le “war taxes”, le tasse di guerra possono fare miracoli.
Parlando di Basso Medioevo non poteva mancare la figura chiave del mercante. Sarà possibile inviare uno o più mercanti (a seconda del vostro livello tecnologico e del Paese che guidate) a nei grandi snodi commerciali del periodo raccogliendo spiccioli utili alla vostra causa. Attraverso un sistema affascinante di “flusso del delle merci”, ci sarà la possibilità di influire sul mercato regionale/continentale (avendo tecnologia e un numero congruo di mercanti). Infine, non dimenticatevi dei mercenari. Per salvarvi in extremis (ma c’è anche chi pianifica grandi conflitti con solo mercenari), vi serviranno parecchi soldini se non volete finire sul lastrico. Se andrete in rosso, ci saranno le banche a farvi prestiti. Che dovrete restituire.
CHE IDEA!
Il progresso tecnologico nel settore amministrativo, diplomatico e militare è legato al fattore punti di cui sopra. Abbiamo visto che una parte dei punticini arriva dai servitori dello Stato. La maggioranza però arriverà dal vostro caro sovrano/leader. Nel caso vi capiti un inetto (e, fidatevi, può capitare) le vostre possibilità di fare grandi avanzamenti tecnologici saranno alquanto scarse. Oppure sarà frequente ritrovarvi un Re votato alla diplomazia ma con scarse attitudini militari o viceversa. Tutti i punti raccolti potranno essere spesi per avanzare tecnologicamente. Bonus e possibilità di edificare nuovi edifici nelle vostre province saranno i premi del “progresso”. Una menzione particolare per il settore amministrativo. Vi consentirà di sbloccare nuove forme più governo (dalla monarchia assoluta alla monarchia parlamentare o, perchè no, la Repubblica) e, sopratutto, di potervi dedicare ad un settore particolare, attraverso il meccanismo delle “idee”. Occorrerà studiare bene come volete impostare la partita. Grandi armate che mettono a ferro e fuoco i vicini? Potenza commerciale? Impero coloniale? Armate di soli mercenari? Creazione di una flotta spaventosa? Anche in questo caso vi serviranno i vostri amati punticini (che come vedete non avanzano mai).

IL MESTIERE DELLE ARMI
Anche se non pianificate di annettere il globo al vostro dominio, qualche soldato dovrete averlo per forza sul vostro libro paga. Altrimenti i confinanti si faranno due conti e decideranno di assalirvi facendosi delle grasse risate. Non siamo in un Total War, ergo dimenticatevi grafica da paura e diretto comando delle vostre truppe. Potrete assistere allo scontro sulla mappa tra due soldati che rappresenteranno il vostro glorioso esercito ed il vile nemico. Ovviamente conterà sia il fattore numerico che quello tecnologico. Per non parlare dell’umore dei vostri uomini. Se la guerra procede da molto tempo e se avete già perso qualche battaglia vedrete crescere l’indicatore “war exaustion” che renderà meno pugnaci i vostri uomini in battaglia. Fondamentale è reclutare generali validi che possano guidare con competenza le vostre armate e, al contempo, assicurarsi di attingere ad una vasta “manpower”. I soldati tendono a cadere sul campo e se non sostituiti vi troverete con 4 gatti dopo qualche mese di guerra. Piccolo consiglio: tenete d’occhio la “manpower” del nemico e la war-exaustion. Se questi indicatori sono a lui favorevoli, cominciate a pensare ad un trattato di pace. Eccoci infatti giunti ad un altra parte molto divertente. Il grande statista non si vede solo nel decidere come e quando attaccare il nemico ma la sua abilità emerge nella fase delle trattative. Riuscirete a strappare quella regione da voi desiderata? E’ davvero conveniente inglobare 3-4 territori a seguito di una vittoria schiacciante, inimicandosi il vicinato o forse è meglio costringere il nemico a divenire vostro vassallo (se è possibile)? Tutte queste considerazioni spettano a voi. Un’interfaccia intuitiva vi permetterà di sedervi al tavolo delle trattative e fare il bene del vostro popolo. Cosa chiedere di più?

IN COSTANTE AGGIORNAMENTO
Il bello di buona parte dei giochi Paradox, in particolare per la serie Europa Universalis e Crusader Kings è il costante e ininterrotto supporto. Patch che arrivano con cadenza mensile e tanti, tanti dlc. Se da una parte questo amplia a dismisura una longevità e varietà nel gameplay che è già enorme nel gioco base, dall’altra deve ammettersi come il prezzo complessivo di tutto “il pacchetto” (gioco base più dlc) lieviti sempre più. Per questo vi consiglio caldamente di aspettare i Saldi di Steam (od offerte speciali Paradox) per accaparrarvi il gioco base e i dlc ad un buon prezzo (tenendo presente che questi ultimi calano di prezzo piuttosto in fretta. Un dlc appena uscito non acquistatelo mai. Aspettate 3-4 mesi e prendetelo scontato).
I DLC consigliati:
Conquest of Paradise, Wealth of Nations, Res Publica, Art of War, El Dorado, Common Sense, The Cossacks.
TIRANDO LE SOMME
Questa presentazione non ha certo la pretesa di illustrare nel dettaglio le dinamiche di gameplay di questa perla videoludica che è EU4, ma cerca di fornire un quadro generale, un affresco di cosa significa giocare ad un titolo del genere. Malgrado l’apparente complessità, non è difficile imparare a giocare ad EU4, piuttosto diventa impegnativo (e qui sta il bello) padroneggiare i vari aspetti e sfruttare le potenzialità che il gioco ci mette davanti. Un gioco che consiglio a tutti e che piano piano acquista sempre maggiore profondità grazie ai vari dlc (che in questo caso aggiungono veramente qualcosa al già pur ottimo gioco base).
Volete mettere la soddisfazione di avere il sunto finale delle vostre imprese (anno per anno sono narrate le conquiste) e ricordare con orgoglio quando avete sconfitto il vostro acerrimo nemico dopo una lunga ed estenuante guerra o, quando, siete riusciti ad ereditare un regno con oculati matrimoni reali?
Europa Universalis 4 è tutto questo.
Per una volta potrete anche voi dire: lo Stato sono Io.
Un ottimo tutorial in italiano:
https://www.youtube.com/watch?v=4YUL_3TFN_s
Il gioco è in inglese. E’ comunque tutto piuttosto comprensibile anche per i meno avvezzi alla lingua d’Albione.
