Dopo 14 mesi nella città di Dante, lascio i colli fiorentini. Cosa rimane di questa esperienza? Ho deciso di declamare qualche verso in ricordo delle lunghe ed indimenticabili giornate fiorentine.
Addio o Firenze,
un giorno, forse, i passanti vedranno una targa commemorativa sotto la mia finestra?
Addio alla mia stanza, glaciale di inverno e torrida d’estate,
Addio al mio amico e compagno di mille serate: il candido forno a microonde,
Addio alla mia ancora di salvezza e fornitrice di cibo e acqua: la magnifica Esselunga,
Addio al giornalaio di Piazza Puccini, l’unico in Toscana ad avere ancora la card per il Fantacalcio,
Addio alla mia convivente,la Zanzara Tina: come camperai adesso?
Addio alla finestra che si apriva all’improvviso di notte, come in Hook-Capitan Uncino,
Addio ai camion della spazzatura, immancabilmente puntuali all’una di notte,
Addio a coloro che decidevano di esprimere la loro gioia per la vita cantando a squarciagola nel cuore della notte rigorosamente in spagnolo,
Addio all’albero di Natale che è dovuto restare triste in Piazza per ben due mesi senza nemmeno una decorazione,
Addio Firenze, ci rivedremo ogni tanto.
E ora, viste le mie recenti, reiterate, pessime figure, la mia prossima dimora sarà su Kepler 425 b.
