Rieccoci a parlare di una saga che ha rivoluzionato ed influenzato il mondo videoludico nell’ambito degli stategici.
Ci eravamo lasciati con l’uscita di Rome Total War che fu un enorme successo commerciale. La Creative Assembly sbancava al botteghino e portava nelle case degli appassionati di strategia una ventata di aria fresca, riprendendo le basi già gettate in Medieval, accompagnate da una comparto tecnico sbalorditivo per l’epoca.
Gli straordinari risultati dello strategico dell’anno (e ad oggi figura nelle top 10 dei migliori giochi pc di tutti i tempi, mica noccioline!), portarono allo sviluppo di ben 2 espansioni. La SEGA, appena rilevata la C.A., ha così la possibilità di pubblicare l’espansione Barbarian Invasion.

La mappa è sostanzialmente la stessa, mutano ovviamente le fazioni. Abbiamo l’Impero diviso e le orde di barbari alle porte.
Pessime le scelte delle skin che riescono ad essere ancora più sgargianti di quelle del gioco base. Goti che sembrano tifosi Orange, Sassanidi tifosi della Viola etc. etc..
Per quanto riguarda le novità del gameplay, viene introdotta la questione religiosa e, solo per le fazioni barbariche, le Orde: eserciti enormi, che non pesano suol bilancio, i quali vanno a costituirsi quando la fazione barbara perde la sua ultima regione.

Altre grosse rivoluzioni non ce ne sono. Solo qualche piccola novità grafica (come le unità che nuotano nei corsi d’acqua durante le battaglie con l’orribile effetto di bolle che emergono in superficie. Più suggestive invece le battaglie notturne) . Quanto a varietà e longevità, Barbarian Invasion è un passo indietro rispetto alla espansione Viking Invasion. Paradossalmente l’espansione avrà un suo perchè in funzione delle mods che cominciano a sfruttare le novità (religione e Orde) al fine di migliorare il gioco base…
Da segnalare anche un’espansione dedicata ad Alessandro Magno (l’unico Total War insieme a Shogun I al quale non abbia mai giocato). Mi ricordo uscì solo in digitale. Non mi pare abbia lasciato grandi tracce.
Un nuovo Publisher (SEGA), un grandissimo successo commerciale. Cosa fare, all’indomani di RTW? Semplice: un Medieval aggiornato,riveduto e corretto.
Ed eccoci all’altro grande successo della C.A.: Medieval Total War II.
E’ l’anno del signore 2006.

Quanto ad atmosfera, è forse uno dei Total War più riusciti, ancora più del suo predecessore. La colonna sonora ed il design ci calano direttamente nel Medioevo. Certo, rispetto a Medieval Total War, siamo in un medioevo più colorato, più vario, pronto a saltare nel Rinascimento e a fondare le prime colonie sul continente americano (la campagna lunga termina nel 1530. E’ il primo Total War ad avere territori conquistabili su due continenti.).
Tra gli agenti compare per la prima volta il Mercante, capace di fornire nuovi introiti. Il Papato prende il posto del Senato e sarà fondamentale averlo dalla nostra in modo da poter indire una Crociata e conquistare nuove terre. In aggiunta abbiamo ovviamente la religione islamica e quella ortodossa.
Se dal punto di vista prettamente tecnico si sono fatti enormi passi in avanti rispetto a Rome, sia quanto a dimensione della mappa e al numero di fazioni giocabili (17!!!), sia per quanto concerne le texture e resa visiva globale, MTW 2 non è esente da difetti. Per prima cosa, mi è ancora oggi incomprensibile la scelta di far scorrere, ad ogni turno, 4 anni mentre i personaggi (generali e agenti) invecchiano di un anno a turno! Mi sono dannato subito per cercare una mod che sopperisse a questo (e la trovai quasi subito.Le maggiori mod si sono basate su 1 turno – 1 anno per eliminare il problema).

Altra pecca è rappresentata dalle condizioni di vittoria. Per quale motivo io che giocavo con la Scozia dovevo conquistare tutta l’Europa (almeno 45 regioni!)? L’alternativa è fare una mini campagna (da scegliere nelle opzioni prima dell’avvio della campagna), dalla durata temporale ridotta, che non consente di arrivare alle unità più moderne. Infine c’è la diplomazia. Qualche piccolo passo in avanti rispetto a Rome è stato fatto, ma le Alleanze durano un battito di ciglia (e in tante campagne mi sono ritrovato ogni volta Danesi come voltagabbana, non li potevo patire!). Le battaglie sono spettacolari anche se permangonoo alcuni problemi di bilanciamento. Complessivamente è un grande prodotto con ampi margini di miglioramento.

Ma finisce qui.
L’anno successivo esce un pacchetto di espansioni decisamente originale, Medieval Total War II: Kingdoms. Si tratta di 4 campagne (Campagna Britannica, Campagna del Baltico, le Crociate, Campagna Americana) che rende ancora più longevo il gioco.

Inoltre, compaiono per la prima volta elementi più tipicamente “gdr” sul campo di battaglia: delle abilità speciali in possesso dei capi fazione che influiscono sul combattimento. Ad esempio è possibile sollevare il morale dei propri soldati (purchè fossero a “portata”). Segnatevi questa novità perchè non abbandonerà più i Total War successivi. Interessante è anche la possibilità di creare dei fortini stabili o di assistere all’emersione di nuove fazioni (Unione di Kalmar, i Baroni Inglesi).

Per concludere, la CA seppur non dando grande spessore al lato prettamente strategico-diplomatico (rimaneva ancora fin troppo facile trovarsi in guerra con tutto il mondo malgrado matrimoni reali e doni dispensati), era riuscita a dar vita ad un prodotto adatto a tutti: dal casual gamer che magari si sarebbe dilettato con la versione Vanilla, all’hardcore gamer il quale avrebbe trovato ore e ore di divertimento nella miriade sconfinata di mod (basti ricordare l’italiana Bellum Crucis, Third Age Total War, Broken Crescent, Stainless Steel etc. etc.).
Era possibile fare di più? Era possibile spingersi oltre?
La CA mise mano al suo progetto più ambizioso: Empire Total War.
Ma questa è un’altra storia…
(to be continued)
