Terrore e domande

Je-suis-Charlie-1024x682Cosa sta succedendo?

Allarme terrorismo. Politici che sguazzano nella crisi, programmi televisivi che hanno qualcosa per aumentare lo share, razzisti che spuntano come funghi per non parlare della specialità tutta italiana del populismo.

Provo a fare una riflessione.

Girovagando sui social e sul web sembra che siano sempre di moda due tendenze estreme per spiegare i tragici eventi in Francia: da una parte c’è chi sostiene che questo terrorismo di matrice religiosa comporta quasi di conseguenza che l’Islam in sè sia il nemico da sconfiggere, dall’altra chi dice : “bè, è colpa dell’Occidente che ha invaso i territori altrui” portando la c.d. “democrazia” con le bombe.

Mi permetto di dissentire da entrambe.

Penso che il punto fondamentale sia chiedersi a chi possa far comodo una tale azione, così eclatante (e ancora in sviluppo) e violenta. Non credo che il padre afgano che ha perso i suoi figli in guerra possa essere entusiasta all’idea di “vendicarsi” facendo fuori dei vignettisti nel centro di Parigi. Non credo che un religioso che professa il nome del suo Dio possa uccidere a sangue freddo e sequestrare ostaggi solo per motivi religiosi o per una generica guerra all’Occidente. Qualsiasi sia il credo religioso, sono convinto che l’essere umano sia migliore di così. Potrà essere crudele, avido, senza pietà ma non ottuso fino a questo punto. Io sono convinto che ci siano altri meccanismo in ballo, che la danza del potere (a livello globale) prosegua e preveda determinate mosse. Anche se pure io sorrido alle assurde idee complottiste che sono di moda in rete (dalle scie chimiche ai chip nel cervello etc. etc.) la Storia parla in maniera abbastanza chiara: il terrorismo è stato uno degli strumenti migliori per smuovere le acque, per destabilizzare e per fornire casus belli. Non nego la possibilità che tra le fila dei terroristi militino anche “schegge impazzite” ma è possibile che nel 2015 delle cellule terroristiche dal nulla pianifichino un attacco nel centro dell’europa con delle modalità di questo tipo?  Leggendo i giornali si fa riferimento a diverse organizzazioni terroristiche, addirittura tra loro rivali, in cerca della supremazia nel loro “campo”. Come reperiscono i fondi?

E poi quale personaggio religioso, per quanto ortodosso, può in cuor suo credere che far fuori dei vignettisti sia legittimo agli occhi della Divinità? No, le credenze per quanto estreme non mi bastano. La mia opinione è che, a volte, la semplificazione non sia la soluzione migliore. Dire che l’integralismo religioso è l’unico , se non il principale movente, secondo me è banalizzare il tutto. Non mi accontento di questa risposta.

Poi vorrei dire qualcosa anche sulla seconda idea: sarebbe tutta colpa dell’Occidente, facendo risalire il tutto a Cuor di Leone e soci : “Siamo stati noi a cominciare con le Crociate”. Il Terrorismo sarebbe il frutto di questa sorta di eterna guerra tra “noi” e “loro” quindi. Al di là del fatto che se pensiamo in questi termini, non ne usciremmo più: con l’invasione dell’Iberia e del Nord Africa hanno vinto loro, a Poitiers abbiamo vinto noi, con la presa di Costantinopoli loro, poi a Lepanto noi, alle porte di Vienna ancora noi, etc. etc. Suvvia, mica stiamo parlando dei precedenti di Milan e Inter. Non ragioniamo di due squadre di calcio ma di due fedi (perchè anche parlare di 2 macro-popoli o culture sarebbe eccessivo). La verità è che la guerra, da sempre , ha avuto motivazioni di carattere economico: avere più risorse del mio vicino. Certo, combattere sotto l’insegna di Dio aiuta, sopratutto per avere carne da macello più motivata, ma non prendiamoci troppo in giro.  Le rivendicazioni dietro tutti gli atti terroristici sono di carattere politico. Altro che parole sacre.

Se vogliamo essere precisi, le responsabilità – in buona parte occidentali – che mi sembra di individuare sono più recenti e si annidano nella instabilità politica dell’area medioerientale sulla quale si sono mosse le pedine di Russia e USA dalla guerra fredda in poi. Non andiamo a ripescare in secoli e secoli fa. Con le crociate e con le jihad il terrorismo del XXI secolo ha poco a che fare. Il terrorismo ha finalità politiche e rivendicative: davvero il solo credo può sostenere attacchi continui e ripetuti? Probabilmente, vista la temerarietà delle azioni criminali terroristiche, non basta avere gente motivata: meglio è avere qualcuno che ci creda. Ma chi pianifica certo non sta col Corano sotto braccio.

Ultima cosa: si dice che “terrorismo” sia anche quello condotto dalle forze militari occidentali in territorio altrui nelle c.d. missioni di pace o di “esportazioni belliche di democrazia” (come le chiamo io). Le condotte indegne dove muoiono civili,bambini, donne sono atti da condannare chiunque ne sia l’autore, occidentali compresi. Ma, a mio modesto parere, dovremmo chiamarli crimini di guerra. Non mi sento di paragonare la gravità di atti efferati con altri atti efferati, però diamo un nome preciso, senza cominciare ad utilizzare “terrorismo” (la cui definizione già è tutt’altro che scontata) indiscriminatamente. Tutti i criminali di guerra sono persone indegne, in particolare coloro che stanno “ai piani alti”, a pianificare, e devono scontare i loro crimini dal primo all’ultimo.  Ma con questo non mi sento di giustificare, come risposta, l’ammazzare giornalisti solo perchè “occidentali” sacrileghi (sempre ammettendo che sia questo il motivo sotteso all’attacco).

Altra questione sarebbe quella del confine tra satira e bestemmia. Dove finisce la prima e inizia la seconda?  Molti sostengono la libertà con Je Suis Charlie e al contempo  inorridiscono ad una bestemmia. Qual’è il discrimine tra un’offesa ad un credo e la presa in giro?  E’ di certo più facile sostenere la libertà di espressione e di satira quando di mira è la religione altrui. Molti dimenticano come la testata francese colpisse chiunque. E quando lo scoprono bè.. allora questa “libertà” viene seguita da un grosso “MA” e dalle parole sensibilità religiosa, rispetto etc. etc. Buffo,non trovate? E, ancora, è possibile davvero “offendere” una religione (e indirettamente i professanti)? Se ciò è possibile, come misuriamo il confine tra semplice cattivo gusto e bestemmia vera e propria? Sono alcune domande che mi fanno riflettere…

Tirando le somme, cosa fare? E’ ovvio che, per quanto possano gongolare le varie lobbies delle armi e i guerrafondai sparsi per il mondo (e purtroppo anche nel nostro Paese, sotto forma però di semplice caricatura), non penso che la risposta a tutto ciò sia chiudere frontiere, diffidare dei musulmani e altre amenità simili. A problemi complessi vanno date risposte complesse. Una questione però mi pare chiara: è necessario togliere il velo religioso, questa farsa che ufficialmente motiva le azioni terroristiche. Spogliare del manto di fanatismo qualcosa che è pianificato a tavolino in maniera tutt’altro che impulsiva. Un bel summit tra le massime autorità religiose delle tre religioni monoteiste sarebbe un bell’inizio. Un coro comune, insieme, per isolare i fanatici di qualsiasi credo e paese. Una bella foto con in mano una vignetta forse sarebbe pretendere troppo.

Mi basterebbe una bella stretta di mano.

Perchè l’Uomo può essere migliore di così. Apparteniamo tutti alla stessa specie: colore della pelle e religione sono secondari. Nel III millennio è ora di dimostrare di essere maturati.

Rispondiamo in modo inaspettato, cerchiamo un dialogo, diffondiamo la cultura della comprensione del diverso e avremo ottenuto una piccola vittoria. Di sicuro non sarà sufficiente a eliminare il terrorismo ma è un primo passo. Il cammino è ancora lungo e difficile ma forse questa è  l’unica cosa in cui davvero avere fede.

 

P.S. Ma a Salvini qualcuno gliele scrive o arriva pure a pensare certe castronerie? Ce lo vedo a combattere a Roncisvalle contro le armate dei Mori. Oppure a Lepanto su una galea veneziana, col suo volto paffutello, a remare contro i turchi. Completamente fuori da ogni logica la sua “invasione musulmana”. Stipendiato da noi, ricordiamocelo.

 

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