Andiamo a caccia di ragni

 

Ne avevo sentito parlare non benissimo e ammetto di essere partito con ancora in mente la trilogia di Raimi…però questo Amazing Spiderman 2 non è tutto questo disastro.

Viaggeremo leggeri. Andiamo a caccia di ragni.
Viaggeremo leggeri. Andiamo a caccia di ragni.

(spoiler)

 

In un mondo dominato dalla Sony, dove qualsiasi strumento elettronico è forgiato dalla casa giapponese (ed il notebook utilizzato da chiunque è il Sony Vaio, talmente semplice da usare che è possibile caricare files su un aereo che sta precipitando), il nostro ultimate spiderman torna a svolazzare su New York.

Il tema di questo secondo capitolo della nuova saga ragnesca è il tempo. Il film si apre con un orologio ed anche la scena cult ha a che fare con l’incedere inesorabile delle lancette. Uno spiderman che si divide tra il giuramento fatto al signor Stacy che vede in tuti i luoghi (e qua ho avuto un Deja vu con “Tu la conosci Claudia” Il padre di Gwen non esiste  ) e la sua relazione ovviamente ne risente, anche se  Gwen è ancora follemente innamorata del nostro buon Peter.

max dillon PRIMA
Max Dillon versione Fantozzi/Fracchia
max dillon DOPO
Max Dillon versione Dottor Manhattan. Con scheda SD da 8 Gb inclusa.

Il film verte in primis proprio sulla loro storia sentimentale ed i cattivoni sembrano fare da contorno giusto per non annoiare spiderman (che altrimenti si occuperebbe di salvare ragazzini dai bulli e roba simile). Nel trio dei villains abbiamo uno sprecatissimo Paul Giamatti (due minuti di riprese e frasi no sense), un Django/Foxx versione fantozzi (molto più credibile da Electro che da Max Dillon), ed il ritornato Harry Osborn ovvero il ragazzo ricco più sfigato della città.  Se avrei qualche perplessità sulle motivazioni di tutti e tre, per quanto riguarda i cattivi secondari non ho dubbi: gli sceneggiatori avevano bevuto quando hanno buttato giù il loro background. Non riesco altrimenti a motivare l’inserimento del Dottor Kafka (il povero Franz si starà rivoltando nella tomba. Nel fumetto a quanto ho capito è una donna.) che per poco non dice il celebre “Si pùò fare” e il mitico duo della Oscorp ovvero “il dirigente” e “la guardia del corpo” che hanno il solo scopo di venire umiliati rispettivamente da Goblin e da Spiderman in borghese.

Tornando alla storia, non dobbiamo dimenticare la linea narrativa della famiglia Parker, sempre più vicina alla famiglia Potter. Stavolta manca il Voldemort di turno ma abbiamo capito che quando la vostra sicurezza è in pericolo un solo posto è sicuro in tutto il globo: la casa degli Zii.

Della storia  dirò solo a qualcosa sul Villain con la V maiuscola per  uno Spiderman che si rispetti: Goblin.  Premetto che De Haan mi ha colpito: l’avevo già visto fuori di testa in Chronicle ed anche qua si riconferma un buon caratterista per interpretare in modo convincente il ragazzetto arrabbiato. Però c’è un piccolo problema. Alla fin fine io non ho potuto evitare di empatizzare con Harry Osborn. Questo giovine che ha avuto un infanzia difficile, a causa dell’abbandono del padre che lo ha relegato in un College, (ok, ha avuto anche modo di divertirsi con qualche modella ma vi assicuro che è l’unica cosa fortunata di tutta la sua storia) torna a casa. Il padre muore dopo essere diventato una via di mezzo tra Shreck (per il colore) e Theoden (per la manicure) e scopre di essere non solo appena diventato orfano ma pure portatore di una malattia mortale che, guarda caso, mostra i propri effetti proprio in quel periodo. Che sfiga. Ah, dimenticavo: è diventato appena l’azionista di maggioranza della miliardaria Oscorp. I soldi non sono tutto, però ,ed è circondato da persone che lo odiano, compreso il temibile dirigente di cui sopra. Per fortuna il nostro Harry ha lo spirito imprenditoriale di Mr. B e nomina come sua longa manus l’unica giovane ragazza seduta al tavolo. Chapeau. L’unico modo per salvarlo da morte certa avrà a che fare con il sangue di spiderman e qua arriviamo all’inspiegabile. Peter/Spidey (amicone dall’infanzia) rifiuta su due piedi. “Potrebbe ucciderlo” pensa e così “mi dispiace ma non posso farti sopravvivere”. Osborn Jr, che non è un cretino, giustamente afferma che “morirà comunque” e non ha tutti i torti. Senza nessuna spiegazione si vede rifiutata l’unica possibilità di salvezza dal supereroe rossoblù. Si sentirà comprensibilmente preso per i fondelli quando scoprirà la sua vera identità.

I registi cambiano ma il vizio di intrufolarsi in casa Osborn rimane.
I registi cambiano ma il vizio di intrufolarsi in casa Osborn rimane.

Prima però ha modo di iniettarsi il veleno dei ragni (interessante questo parallelo con Spiderman , come se dal veleno nascesse o si sviluppasse il male) e armaturona con aliante grazie all’aiuto del furbissimo Electro che, malgrado i suoi poteri,continua ad avere un complesso di inferiorità con l’universo. Insomma, tanto folle nè con la duplice personalità questo cattivo che alla fine rapisce per 10 secondi Gwen. Poi accade quello che accade. Rhyno compare nel finale col solo scopo di vedersi trafiggere con un tombino.

Tutto sommato però non mi è dispiaciuto. Di sicuro meglio del primo e sopratutto con una Gwen in più che, diciamolo, è la fidanzata che tutti noi maschietti vorremmo. Ho molto apprezzato il tono umoristico di spiderman anche se i dialoghi con la sua ragazza potevano essere un gocciolino più vari rispetto ai monosillabi che ci portiamo dietro dal primo capitolo. E’ anche vero che sfido voi a parlare con nonchalance avendo di fronte Emma Stone.

Non pochi resterebbero senza parole di fronte a lei.
Non pochi resterebbero senza parole di fronte a lei.

Mi piaceva però anche il costante senso di colpa che si portava dietro lo Spiderman di Raimi per la morte dello zio Ben e tutte le difficoltà della vita quotidiana che incontrava (in primis i dollari per campare). Qua per fortuna è mantenuto da una Zia May che è molto energica e lavora in Ospedale. Alla faccia.

Il concetto di responsabilità non sembra molto evidenziato e anche il post-Gwen, per quanto poetico, a mio avviso è troppo frettoloso.

Dal punto di vista tecnico è da menzionare una ottima CGI ed una colonna sonora discreta e più presente rispetto al primo capitolo.

Il film intrattiene e gli ultimi venti minuti toccano delle corde delicate, è difficile restare indifferenti. Il grande “evento” (i cui indizi li abbiamo al minuto 1 del film con un certo discorso di una certa biondina) salva il film e lo solleva dal confine insufficienza/sufficienza. Un capitolo sicuramente migliore del primo, che con una sceneggiatura decente (sia per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi sia per dare una logica e un ritmo soddisfacenti alla trama) sarebbe stato il miglior spidey sullo schermo (alla pari con Spiderman 2). Peccato. Per ora questo passa il mercato.

Quando usciamo dalla sala ci sentiamo tutti un pochino più soli. Ma, come il bambino occhialuto che sfida Rhyno, vediamo comparire Spiderman all’orizzonte. Malgrado tutto e tutti lui ci sarà ( a quanto pare per altri 4 film secondo la Sony tra sequel e spin-off).

Il titolo dell’articolo riprende la mitica frase pronunciata da Goblin ad Electro. Vi ricorda qualcosa? Andiamo a caccia di ra…ehm orchi!

 

 

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