Gattaca: Fantascienza con la F maiuscola

gattacaE’ un periodo nel quale mi sono reimmerso nel mondo fantascientifico: da Battlestar Galactica a Mass Effect passando per Deus Ex Human Revolution e con la rilettura della trilogia della Fondazione asimoviana. E’ stato proprio leggendo diverse recensioni sulla (splendida) serie tv di cui sopra che ho potuto riflettere sul fatto che la fantascienza non crea altro che uno sfondo per permetterci di ragionare e pensare sulla natura umana, le sue paure, speranze e contraddizioni.

Non sono le spade laser o le astronavi gigantesche nè gli alieni verdi o blu a dare anima al genere fantascientifico, è l’essere umano il primo ed indiscusso protagonista. Ecco che ho deciso di guardare un film di cui avevo letto recensioni ed opinioni fantastiche. Bè, devo dirvi che  non si sbagliavano.

Era il lontano 1997 e usciva nelle sale Gattaca – la porta dell’universo. Andrew Niccol  alla regia (che ha scenggiato anche un film come The Truman Show) e un cast dove spiccano  Ethan Hawke (che lo trovo sempre a fare film “strani”, di sicuro impegnati), Uma Thurman oramai in rampa di lancio (ma non ancora l’icona post Kill Bill) e un Jude Law in forma.  In un futuro “non molto lontano” la genetica domina le nostre vite tanto che tutto viene programmato. Anche i figli. Perchè affidarsi al caso? Meglio scegliere l’embrione con maggiori possibilità di sopravvivenza e con le migliori doti per poter combinare qualcosa nella vita. Addirittura qualsiasi bambino appena nato viene analizzato in modo da predire anche la sua aspettativa di vita e le cause del futuro decesso. Questo accade nella maggioranza dei casi… ma non per tutti. Alcune coppie si affidano ancora al caso e, in questo modo, viene alla luce il piccolo Vincent (il nome non è casuale). Avrà, qualche mese dopo, un fratellino con cui giocare: un fratellino, stavolta, geneticamente progettato per vincere. Su questa antinomia tra essere umano “difettoso” e il progetto genetico all’avanguardia si regge tutto il film. La società privilegia ovviamente i geneticamente dotati (malgrado formalmente venga sanzionata la discriminazione genetica) e i poveri umani “normali” sono ai margini della società. I colloqui di lavoro non vengono svolti per saggiare le competenze, la professionalità e quant’altro ma, per essere assunti, è necessario avere un patrimonio genetico di alto livello.

Il problema è che Vincent non si accontenta. Vuole andare lassù, ad esplorare lo spazio. Così con l’ausilio di un misterioso personaggio (Tony Shalhoub, il mitico Detective Monk),arriverà a spacciarsi per qualcun altro,Jerome Marlow (geneticamente adeguato all’esplorazione spaziale), il quale a causa di un incidente ha perso l’uso delle gambe. Riuscirà Vincent a ingannare costantemente tutti i controlli volti a saggiare l’autenticità dei futuri “astronauti”?

I temi in gioco sono molti: dall’importanza del “sogno” ,della forza di volontà e dei sacrifici per raggiungerlo alla pretesa di poter modificare la natura per poter progettarli, i sogni. Il destino viene deciso al momento della nascita: dal lavoro al momento del decesso. Oltre a questo si parla anche della strana ma forte amicizia tra Vincent e Jerome (colui che gli fornisce parti del proprio corpo nonchè la propria identità). Abbiamo anche la tematica sentimentale ed un delitto che fa da sfondo alle vicende del protagonista.  Quello che colpisce è la profondità dei temi trattati (tra l’altro senza retorica, grazie al cielo!) mantenendo non solo la tensione (e l’empatia con Vincent) per tutto il film ma riuscendo anche ad emozionare. Il finale, in questo senso, dovrebbe essere fatto vedere almeno una decina di volte a chi si vuole cimentare in una sceneggiatura fantascientifica. L’ambientazione, molto anni ’60 ma con una tecnologia molto avanzata (si parla, per gli addetti ai lavori di “biopunk”) rimane sullo sfondo e contribuisce a creare quel clima freddo e asettico nel quale l’uomo, sempre più solo, porta avanti la propria esistenza.

Quindi, ricapitolando, ci troviamo di fronte ad un film che ha tutto: tematica interessante, un pizzico di thriller, sentimenti. La regia è buona , la colonna sonora pure ed il cast sembra davvero azzeccato. Cosa si può pretendere di più?

Secondo me è un capolavoro, anzi un Capolavoro. Se non l’avete ancora visto, fatelo. Se non vi piace la fantascienza guardatelo lo stesso perchè questo è un signor film.

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