C’erano una volta i “Total War” – Parte 1: l’ascesa e l’apogeo

Oggi mi dedicherò a raccontarvi l’epopea di una serie di videogiochi che, per un pc gamer e appassionato di storia, hanno rappresentato un must per oltre un decennio oramai.Si tratta della serie “Total War” ad opera di quei geniali sviluppatori della Creative Assembly.

Il concept del primo gioco della serie, il mitico Shogun Total War (2000) era rivoluzionario: unire strategia (una mappa dove spostare e addestrare truppe) e tattica (battaglia in tempo reale dove potevi vedere migliaia di uomini combattere). Mi ricordo quando provai, per caso, la demo di STW: fu incredibile. Basta  addestrare singoli soldati e  raccogliere risorse alla Age of Empires II (altro gioco che ha fatto storia), qui si pensava “in grande”.

SHOGUN TOTAL WAR 2 SHOGUN TOTAL WAR 1

Il mio primo vero Total War fu il successivo: Medieval Total War (2002), un gioco per quei tempi ancora più d’avanguardia col quale ho passato diverse ore di divertimento. Sfruttava lo stesso engine grafico del predecessore ma spostava l’ambientazione in Europa. Ricordo anche l’espansione dedicata ai Vichinghi, anch’essa di ottima fattura ed originale.

la Francia secondo Medieval Total War.
la Francia secondo Medieval Total War.
assedio sanguinoso
assedio sanguinoso

Il vero salto qualitativo, se vogliamo la svolta epocale non solo con riferimento alla serie Total War ma con riguardo a tutto il genere strategico fu Rome Total War (2004).

Se mi chiedeste a quale gioco ho giocato di più nei miei 18 anni da gamer risponderei senz’altro con RTW. Sui diari del liceo ci sono ancora tracce dei miei piani di conquista dell’Europa. Ero talmente preso dal gioco che alla consueta firma collettiva della propria foto di classe, un mio amico scrisse “e basta con Rome Total War”.  Presentava novità grafiche non da poco (per la prima volta potevate vedere truppe tridimensionali marciare sul campo. Prima, malgrado l’ambiente fosse 3d, le truppe e gli alberi rimanevano in 2d ma vi posso assicurare che per l’epoca era una grafica sbalorditiva.) ma sopratutto il gameplay subiva quelle importanti trasformazioni che avrebbero influenzato tutti i successivi giochi della serie. Dall’introduzione di agenti diplomatici alla notevole espansione della mappa che vedeva molte più regioni in gioco. Dalla rivisitazione del sistema economico a quello della gestione della propria fazione. E’ stato proprio in quelle (assai numerose) ore che presi le redini del destino di Roma e feci conoscenza col generale Amulio Valerio.  Un elemento caratterizzante i total war è sempre stato (fino ad oggi purtroppo) quello del potersi facilmente immedesimare nei personaggi della propria fazione. Piccoli elementi di natura gdr facevano la comparsa: in base alle battaglie e ad eventi causali ogni generale acquisiva tratti caratteristici: pavido, intrepido, affascinante, senza scrupoli, fertile, malato etc. etc. che permettevano di crearsi le proprie storie. Potrei raccontarvi delle imprese di Amulio in Macedonia, del fatto che non abbia fatto carriera politica al contrario dei suoi fratelli, della strenua difesa di passi di montagna in netta inferiorità numerica…Inoltre il gioco aveva una cura nel rendere l’epicità del periodo che non ho più ritrovato nei seguiti (se non in Napoleon Total War). Un capolavoro, insomma. Non esente da difetti (la fedeltà storica era altalenante e la diplomazia a volte casuale dato che l’IA non era molto acuta) ma di sicuro il più longevo tra tutti i capitoli della serie tanto da essere giocato ancora oggi (anche grazie alle mod che sono continuate ad uscire negli anni).

albergo genealogico: la cara famiglia!
albergo genealogico: la cara famiglia!
screenshot tratto da un game giocato in inglese. Anche qua Amulio ha fatto strada.
screenshot tratto da un game giocato in inglese. Anche qua Amulio ha fatto strada.
battaglia nel deserto.
battaglia nel deserto.

Nella prossima puntata vedremo cosa è successo dal subentro della SEGA in poi (in occasione dell’espansione Barbarian Invasion).

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