Rigoletto Reloaded, Atto I: Maledizioni, stalkeraggi ducali ed i Marullo’s Eleven

RIGOLETTOEccomi di nuovo in servizio. Si apre ufficialmente la Season 2 di Nerdsaraitu, quindi. Sono stato assente da parecchio, a dire il vero, ma lo studio, ahimè, chiamava. Ci saranno delle novità. Innanzitutto recensioni in arrivo su saghe fantasy, telefilm (anzi Il Telefilm per eccellenza ma non anticipiamo troppo), videogames (a Settembre esce una cosuccia come Rome Total War 2) e arti marziali. Per non dimenticare ovviamente il Cinema.

Come esordire, ordunque?

L’occasione è stata quella della mia prima visione integrale di un’opera lirica.  “Pensavo peggio” mi vien da dire. Prego che gli amanti della lirica non mi lincino per questa affermazione quasi blasfema ma nel mio immaginario, fino a ieri, “Opera” era sinonimo di “Noia” con l’aggravante del fatto di pagare per essa. Bè, mi sbagliavo. Sia chiaro, continuo a preferire il Cinema o un’opera teatrale ma potrebbe essere l’inizio per esplorare un mondo che immaginavo incompatibile col mio. Premesse lunghissime a parte, mi sono quindi imbattuto in Rigoletto, celebre opera del maestro Verdi datata 1851.

Come molti sapranno (io no ma Santa Wikipedia mi ha illuminato) Rigoletto è tratto a sua volta da un dramma di Victor Hugo : Le Roi s’amuse (“Il re si diverte”). Per non far intervenire la censura  si decise di ambientare il dramma nel Ducato, che al tempo non esisteva già più, di Mantova.

Di cosa parla la storia?

Di un buffone, Rigoletto (Rigoler in francese significa scherzare),di un Duca (che ha delle certe somiglianze con qualche personaggio attuale ma lascio a voi indovinare quale), della figliola (lagnosa) di Rigoletto di nome Gilda, del peggior sicario di tutto il continente Sparafucile e della sua, dai facili costumi, sorella il cui nome è Maddalena. Non dimentichiamoci poi di quei burloni dei Cortigiani dei quali presto citerò le eroiche ed illegali imprese per non parlare dello iettatore Conte di Monterone. Come personaggi secondari, ma che spiccano per la loro inettitudine ,ci sono Giovanna (un disastro di tata), Marullo, Matteo Borsa e i coniugi Ceprano.

Dovete sapere che in quella malata corte di Mantova vi era un Duca (il vero protagonista della storia) il quale, come ogni uomo politico italiano, decideva di spassarsela alla grande.  All’improvviso arriva il Conte di Monterone, il peggiore degli iettatori. Accusa il povero Duca di avergli sedotto la figlia. A questo punto il buffone Rigoletto dice le cinque parole, scherzando, che lo condanneranno a tutta la tragedia successiva: Voi congiuraste contro noi, signore. 

Questo “simpatico” sfottò costerà parecchio al giullare ma andiamo con ordine. Il Duca, che aveva ben altro a cui pensare (ad esempio cercare di organizzare un bunga bunga con la Ceprano, la figlia di Monterone e qualche cortigiana che non guasta mai) decide di fare arrestare l’oscuro iettatore. Quest’ultimo, pensate un pò , non la prende bene e decide di maledire il Duca e Rigoletto. Ora, non so se per gli aspiranti stregoni/iettatori esista un corso o degli studi preparatori ma sta di fatto che lo scopo perseguito dal buon Monterone con il suo anatema non verrà raggiunto, almeno non totalmente. Comunque tenete presente questa maledizione perchè la ritroveremo ad ogni piè sospinto per tutta l’opera.

Rigoletto, che forse aveva capito che la faccenda si metteva male per lui, scappa come un forsennato dal palazzo e viene fermato da un losco figuro. No, non pubblicizzava qualche locale nè chiedeva una firma (e soldi) “contro la droga” ma era un killer che, all’avanguardia nel campo del marketing nel XVI secolo, offriva i suoi servigi ai passanti per strada tipo: “Uccido chi vi pare. Prezzi modici. Sparafucile: un nome, una garanzia.” ( qualche dubbio sulla sua professionalità già mi comincia a venire quando indicando il suo coltello alla sorella dice che esso è la sua arma… con tanti saluti al suo nome e alle armi moderne). Rigoletto rifiuta e va a casa dove l’aspetta, segregata, la figliola poco sveglia Gilda. Questa povera disgraziata sta tutto il tempo chiusa in casa con la governante Giovanna che è nota per il suo non spiccato acume dato che Rigoletto le ricorda in continuazione di badare alla figliola.

Dopo essere stati incantati da questa scena famigliare stile Mulino Bianco, notiamo che il buon Duca si è improvvisato un provetto stalker ed ha seguito Rigoletto in casa sua. Ovviamente lo ha seguito perchè mirava a Gilda che aveva intravisto in Chiesa. Si finge un povero studente e conquista il cuore della giovane che un uomo da vicino non aveva mai visto prima. A questo punto altri festini lo aspettano e lascia la Gilda, ormai partita completamente di testa, sola a cantare in casa. Mentre la poverina sveglia tutta Mantova, ecco che sotto il suo balcone si avvicinano i Cortigiani.

Fermiamoci un attimo su questi simpaticoni. Sono una via di mezzo tra la banda bassotti e gli autori di scherzi a parte. Prima di tutto si muovono sempre insieme: se si sposta uno, si spostano tutti gli altri. Inoltre parlano pure tutti all’unisono. Come avrete potuto intuire anche loro sono delle menti raffinate e acutissime. Difatti decidono di fare uno scherzo a Rigoletto che ogni volta li prende per i fondelli (anche perchè è il suo mestiere). Credono che quel buffone gobbo, brutto e non giovanissimo abbia come amante una giovane fanciulla:Gilda. Così decidono di…rapirla. Siamo di fronte ad una vera e propria associazione per delinquere che organizza un simpatico sequestro di persona (direi aggravato quanto da meno dai “futili motivi”). A Mantova si faceva così:Caio ti fa uno sgarbo? Rapiscigli l’amante. Allegria.

Siccome qua il quoziente intellettivo si conta sulle dita di una mano sola, Rigoletto viene “intortato” per bene da questi criminali da strapazzo (che chiamerò i Marullo’s Eleven perchè l’omonimo cortigiano sembra essere quello più sveglio  – non che sia un merito, comunque) il quale gli regge la scala bendato mentre questi fanno irruzione in casa sua. Sempre più mitici: anche una bella violazione di domicilio (con circonvenzione di incapace oserei dire) si aggiunge alla loro fedina penale.

Appena sente le urla della figlia, capisce che forse il fatto di essere bendato e di reggere una scala celava qualcosa…e allora il nostro eroe si dirige verso il Palazzo Ducale.

to be continued…

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.