L’Era dei Disordini

VIDESSOS MAPCi sono libri ai quali ci si affeziona. Magari perchè sono legati ad un periodo particolare della nostra vita o perché li colleghiamo ad un evento importante per noi. L’Era dei Disordini di Harry Turtledove è uno di questi.

Più di dieci anni fa ero a letto con l’influenza e mia madre tornò dalla libreria con questo librone con la copertina fucsia. E’ un fantasy, disse. Potrebbe piacerti.

Si, l’Era dei Disordini è una saga fantasy. Molto particolare però. Non ci sono razze, fatine, dragoni, mostri. Scordatevi i grandiosi effetti speciali nel mondo di Turtledove perchè non ne avrete. In compenso verrete catapultati in una rete di intrighi,battaglie e pochissima magia (credibile per quanto possibile). Per la sua saga (anzi macro-saga di Videssos dato che si compone di tante saghe) ,Turtledove si ispira alla cultura e storia dell’Impero bizantino dandovi un tocco di originalità e di magia. Le storie dei vari personaggi (eccetto la saga della legione) ripercorrono a grandi linee le vicende storiche nel periodo d’oro dell’Impero bizantino. Per chi ama la storia, e non disprezza il fantasy, sono libri da non perdere.

Cosa rende però L’Era dei Disordini speciale e, secondo me, la migliore saga dell’autore americano? Innanzitutto la struttura: si compone di 4 libri che ci narrano le imprese, attraverso i loro punti di vista, di due personaggi appartenenti agli imperi rivali di Makuran e Videssos (molto simili a Persia e Bisanzio): 2 libri sono dedicati ad Abivard, un piccolo feudatario makurano, e 2 a Maniakes, un giovane generale ai margini dell’impero videssiano. Due protagonisti con tratti speculari: entrambi partono “dal basso” e si troveranno coinvolti loro malgrado nel grande conflitto tra i due regni. Ambiziosi ma umani al tempo stesso, legati ai loro amori e capaci di guidare le truppe sul campo, si incroceranno di persona all’inizio e alla fine della saga e non nascondo che il secondo incontro mi è parso emozionante: i due, all’apice delle loro carriere dopo anni nei quali si sono scontrati (con rispetto reciproco), li troviamo a parlare e a chiedersi se, se le vicende fossero andate diversamente, sarebbero potuti essere buoni amici.

La tecnica di raccontare così i due regni osservati dai due punti di vista contrapposti, ci porta più che a parteggiare per l’uno o altro, a pensare alla crudeltà della guerra (anche se non è un romanzo che si pone questo come obbiettivo primario il quale, a parer mio, rimane pur sempre l’intrattenimento. E non è detto che ciò sia un difetto.) oltre che a conoscere due culture non molto diverse da quella persiana (islamica) e bizantina (occidentale) con le loro religioni, usi e pregiudizi sull'”altra” cultura.

E’ una saga molto più storica che fantasy e, se dovessi azzardarmi a dare delle percentuali, direi che al 70 percento storica e solo per il rimanente 30 ha degli elementi tipicamente fantasy (magia, profezie ). Ho letto altri libri di Turtledove ma la completezza dell’Era dei Disordini non è stata mai più raggiunta.

Per chi vuole leggere qualcosa di originale, avvincente e storico…fate un viaggio nell’Era dei Disordini.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.