Eccomi, tornato da un gran bel fine settimana inaugurato con James Bond il Venerdì, proseguito con Lucca Comix il giorno successivo e conclusosi la domenica col Festival dell’Oriente. Incominciamo da 007, ovviamente.
Il film di Mendes è, secondo il mio modesto parere, allo stesso tempo il più e il meno bondiano dei film di 007 . I richiami alla mia amata saga Nolaniana del Cavaliere Oscuro sono numerosi tanto da farmi descrivere Skyfall come un Batman Begins + The Dark Knight + The Dark Knight Rises calato nel mondo di James Bond e accompagnato da una fotografia eccezionale.
I primi minuti del film sono i soliti di un qualsiasi film che vede come protagonista l’agente segreto più famoso al mondo: inseguimenti, sparatorie e quant’altro. Un osservatore attento però può già cogliere nella titubanza (si, ho scritto bene: titubanza e si, sto parlando di 007) di lasciare solo un collega ferito qualcosa di anomalo. Ma come, Bond, che si preoccupa? Lui? Intanto l’azione prosegue, corsa sui tetti, corsa sul treno e bum. Colpito per sbaglio. Cade in acqua. Titoli di testa.
Da questo momento Skyfall si discosta dallo standard dei film bondiani per toccare una profondità inaudita per la serie. Diciamo la verità: in questi film non è che ci sia mai stata una particolare introspezione nella pische dei personaggi nè tantomeno trame particolarmente contorte: sono film d’azione che nella loro struttura e grazie ad Attori (con la A maiuscola) costituiscono un modo per evadere dalla banalità quotidiana raccontandoci le incredibili ( e per questo apprezzate) gesta di quello che non può non essere descritto come un supereroe moderno. In Skyfall la faccenda cambia radicalmente. Qualche sentore potevamo averlo avuto anche in Casino Royale anche se rimaneva nel perimetro tradizionale della serie ma è in questo ultimo capitolo che si cambiano le carte in tavola anzi, si dispongono diversamente. Dico solo che vedremo James brillo, che si gode la vita (dato che è sopravvissuto come potete facilmente intuire), che torna ma viene messo in discussione (insieme ad M):il tempo passa anche per lui. Deve appendere la pistola al chiodo? La minaccia da fronteggiare è essa stessa atipica, il Silva di Bardem ha notevoli tratti del Joker di Ledger anche se non gli si sovrappone del tutto: se il criminale di Gotham è folle e anela il caos, il terrorista bondiano invece brama vendetta (seppur con stile megalomane e narcisista). Altra peculiarità è data dal fatto che le Bond Girls svolgono un ruolo minimale all’interno della storia e complessivamente occuperanno le scene per una decina di minuti, non di più. Sulla trama mi fermo qui per non spoilerarvi il tutto (già perchè, a differenza dello schema classico e alquanto prevedibile: minaccia-007 in missone-007 imprigionato/disarmato dal cattivone-007 riesce a scappare e sfidare il cattivone, qua la storia è più articolata e presenta almeno due colpi di scena notevoli che contribuiscono a rendere il finale qualcosa di molto emozionante, sopratutto per chi ha visto almeno uno dei vecchi 007).
Sul piano tecnico nulla da dire. O meglio nulla da eccepire. Personalmente uno dei fattori di forza dal punto di vista strettamente tecnico è la fotografia: molto particolare, atipica per gli standard dei blockbuster che vediamo oggigiorno eppure rende il film un piacere per gli occhi con colori meravigliosi e giochi di luce fantastici nei quali si staglia la silhouette di Bond. La musica ricalca anch’essa la doppia anima del film: moderna da un lato e dall’altro classicheggiante.
Le interpretazioni degli attori sono all’altezza. Una menzione particolare a Craig e alla Dench (la vera Bond-Girl del film e scoprirete il perchè), Bardem all’altezza dei primi due.
Per concludere, come poter descrivere un film del genere? Forse come una sintesi del Bond moderno ( delle inquietudini moderne, di un mondo molto diverso da quello del ’62 e che, quindi, ha uno 007 differente: più fisico ma allo stesso tempo più fragile, meno sornione e più riflessivo) con quello classico. I clichè della serie sono rispettati nella forma (le bond-girls, la Aston Martin, il supervillain) ma nella sostanza si discostano dalla loro ormai cristallizzata essenza. I fan della serie noteranno i riferimenti disseminati per tutto il film ai precedenti capitoli, un apprezzabile file rouge che connette la serie classica con quella moderna perchè il tempo passa ma il mondo ( e noi) avrà sempre bisogno di James Bond.
