(AAR) Republiek der Zeven Verenigde Nederlanden (Province Unite) – EMPIRE TOTAL WAR – PARTE III

Il Generale e Il Governatore

Akbarad, India, 15 Giugno 1779

 

EMPIRE OLANDA

David Landseer fece accomodare l’uomo nel suo studio, scusandosi per il disordine dovuto all’ingente numero di dispacci,mappe,appunti presenti in tutta la stanza.
Sorrise tra sé pensando che fin da quando era stato un semplice ufficiale avrebbe dato l’anima per quello studio. Ora invece, dopo decenni a condurre campagne militari, non ci faceva nemmeno più caso.

“E così avete ultimamente martellato a dovere gli indigeni..” disse l’uomo, dopo essersi elegantemente seduto sulla piccola sedia da campo fatta portare fin lassù pochi giorni prima da due giovani reclute della VOC tra mille imprecazioni.
“Diciamo che era necessario fare qualcosa di esemplare, governatore. I Moghul non hanno intenzione di arrendersi ma fortunatamente la loro tattica della guerriglia è la loro condanna.”

Dopo aver detto ciò, Landseer prese dal cassetto una opaca bottiglia, la stappò e verso il liquido ambrato in due biccheri che aveva appena preso da quella che era stata un tempo una credenza.Questo gli permise meglio di osservare l’uomo che aveva di fronte: il Governatore Dell’India, per conto della Repubblica delle Province Unite. Doveva essere una persona dotata di grandi abilità politiche e influenza se era riuscita ad ottenere quel posto, pensò Landseer. Lo aveva incontrato già due anni prima ma, dato che risiedeva a Goa spesso o talvolta a Mysore, non si stupì di scoprire che i due uomini più potenti dell’India non si erano incontrati per più di due volte.
“A differenza dei Maratha, i Moghul preferiscono razziare le città e colpirci con piccoli contingenti. Il loro problema è che io non ho nessuna intenzione di inseguire con le mie armate questi piccoli eserciti, magari divenendo un facile preda di imboscate. Io marcio sugli insediamenti e ho dato istruzioni a riguardo anche agli altri generali. Modestamente, questa mia strategia ci ha permesso di prendere con rapidità nuove città e presto cadranno anche Calcutta e la regione Sindh.
Questa città,Akbarad, doveva essere presa, aspettare non ci avrebbe aiutati. Ho dovuto far distruggere gran parte delle mura e diversi edifici ma era l’unico modo per stanare i Moghul. Mi è costato un migliaio di uomini ma in compenso ora gli indiani non hanno scampo.”

“Sono stato in Olanda recentemente: sapevate che gli ultimi criminali “pirati” sono stati annientati? E’ stato il Generale Steem. Peccato ci abbia lasciato la pelle.Comunque ora siamo la prima potenza commerciale mondiale e abbiamo il monopolio delle rotte orientali.Ci siamo anche assicurati il protettorato sui Mammelucchi e una nuova rotta commerciale proveniente dall’Africa. Gira voce che il nostro grande prossimo nemico sia quello Spagnolo, dopo dieci anni di tregua. Forse ci prepariamo ad un attacco nelle indie occidentali ed è necessario un uomo dalle grandi qualità militari….Lei sarebbe a disposizione…?”
Landseer alzò la mano come per interrompere il governatore,con un leggero sorriso “Governatore, sto diventando vecchio ormai e mi sono prefissato una missione: eliminare dalla faccia della terra i Moghul. Li ho combattuti per oltre 20 anni e conosco a menadito le loro tattiche e i punti deboli dell’esercito. Ho promesso a me stesso che avrei portato a termine ciò che il mio mentore militare, Van den Vondel, aveva iniziato e malgrado il clima caraibico sia tutt’altra cosa di quello indiano, resto a terminare la mia missione.”
“E non vi libererete certo di me in questo modo, governatore” pensò tra sé Landseer mentre sorseggiava lentamente il liquore fissando il governatore.

L’assalto ad Akbarad di Landseer

Kabul, Afghanistan 9 Maggio 1781

David Landseer aveva appena finito di parlare con un ufficiale dandogli indicazioni riguardanti gli alloggi delle truppe e le guarnigioni in città, quando un soldato olandese grondante di sudore si mise sull’attenti tenendo quello che sembrava un dispaccio. Landseer fece un cenno all’uomo di avvicinarsi :era stanco e i formalismi li avrebbe lasciati volentieri ai giovani. Il soldato consegnò il dispaccio, Landseer lo congedò e mentre si dirigeva alle mura, decise di darvi un’occhiata.

Era di Courtlands, un ragazzo brillante. Gli aveva sempre ricordato qualcuno….il giovane Landseer. Quando era un arrembante generale voglioso di mettersi in mostra. Sorrise al pensiero della sua figura, un poco più magra e con qualche ruga in meno.

“Al Capo delle Forze Armate Olandesi nelle Indie Orientali

Comunico che la città di Calcutta è caduta dopo un nostro assalto. Malgrado fossimo in inferiorità numerica siamo riusciti ad attirare le truppe appiedate Moguhl alla portata dei nostri cannoni, grazie al grande lavoro della terza unità di artiglieria che ha provocato tali danni da rendere i difensori attaccanti e viceversa, dandoci un grandissimo vantaggio tattico.

Le truppe nemiche avevano gli elefanti cavalcati da uomini aventi moschetti ma la nostra fanteria leggera è riuscita a metterli in fuga. Il resto delle truppe, numerose ma prive di coordinamento tattico, si sono date presto alla fuga. Segnalo anche l’ottimo comportamento del decimo reggimento di granatieri.

Stiamo procedendo alle riparazioni del porto e dell’armeria.

A vostra disposizione.

Gen. Ignaas Courtlands. “

Risaliva a 3 settimane prima. Finalmente l’India era unita sotto la bandiera olandese: dopo la sanguinosissima battaglia in cui era caduta la capitale Moghul Kabul ,avvenuta due giorni prima, i Moghul non esistevano più. Aveva completato la sua missione. Cosa avrebbe fatto? In India non c’era il rischio di annoiarsi comunque: l’insurrezione era sempre dietro l’angolo. Però provava uno strano senzo di vuoto…si mise a ridere da solo, sotto gli sguardi perplessi dei dragoni che pattugliavano la via, rendendosi conto che forse quei maledetti indigeni gli sarebbero mancati…

Battaglia di Kabul: la fine dei Moghul

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