Figurarsi se poi mai…

BIBLIOTECA

 

Dopo lunghe ricerche nel mio eterno disordine, ritrovo questa filastrocca (?) scritta 5 mesi fa (sembra passata una vita). Tratta ovviamente da una storia vera: della serie “ridiamoci sù”.

La fortuna è ceca e tu non ti trovavi in biblioteca

sicuramente avevi altro da fare mentre ti stavo a pedinare.

Scelsi un tavolo dalla strategica posizione e cominciai a far la lezione.

D’un colpo mentre al tavolo ti avviavi a piè sospinto

io divenni in viso di rosso dipinto.

Col Tizio accanto cominciasti a parlare

e io cercai invano di evaporare

sotto il tavolo di scomparire

o, almeno, una scusa per fuggire.

Dovetti allor scriver a capo chino di getto

rimembrando la mia figura di inetto.

Finalmente, quando te ne fosti andata,

alzai lo sguardo e vidi libera la strada.

Spingeo la mano alla testa e dicevo: “Imbecille!

Dieci,cento volte, mille!

Ma perchè non te ne vai, figurarsi se poi mai…”

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