E’ strano l’effetto che fa leggere i propri racconti a distanza di tempo…sopratutto se sono un pò “autobiografici”. Mi scuso per lo strappo alla consecutio temporum della saga ma prima di pubblicarla ho dovuto pensarci parecchio. Uno dei motivi, oltre alle varie perplessità sulla forma, è che lo “spirito” del racconto non mi rappresenta per quello che sono ora. Non è tanto la situazione triste a non esserci (per ora… ma la Ragione avrebbe da dire diverse cose a proposito) ma è il comportamento del protagonista: la Ragione. Evidentemente era più giovane,energica e ,allo stesso tempo però, supponente e arrogante. Non si rattrista per quello che succede attorno a lui più di tanto ma si vanta del fatto di averci indovinato fin da subito. Non coglie ancora l’aspetto grandioso di una esperienza di quel tipo che, seppur epilogando in maniera non ideale (utilizzando un eufemismo), ha dato emozioni e vita. Per come lo vedo io, la Ragione (si, è maschile) oggi è proprio quella figura zoppicante,malinconica ma più comprensiva verso gli altri coinquilini che è possibile ritrovare nella parte V.
AL CUOR NON SI COMANDA III (2008).
La Ragione lo squadrò con uno sguardo che avrebbe fatto gelare un cammello nel deserto:
‘Sii serio, Te lo avevo detto che sarebbe andata così, ma come al solito ti sei Illuso, credendo in cose che non c’èrano. E poi non ho Mai capito cosa avesse di tanto speciale, l’unica cosa che ha fatto è stata quella di rovinare il mio lavoro e quello di tutti. Se si potessero elencare le cavolate varie che ho dovuto sopportare in questi mesi, si potrebbe scrivere un libro di barzellette, Eros. Dai, alzati, balla, canta..fai ‘casino’ come solo tu sai fare!!! Ne troveremo una, fidati e lei sarà quella giusta per il nostro Soggetto. Perchè dannarsi ancora? Ci ha semplicemente presi in giro (anche se l’avevo detto)..dai!!’
Con aria pigra Eros si mise in piedi e si diresse verso il gruppo di ormoni che avevano cominciato a fare un trenino ballando a ritmo di musica. La Ragione sorrise soddisfatta e disse sottovoce: ‘perchè cadiamo? Per imparare a rialzarci.’

