Al Cuor non si comanda III

AL CUOR NON SI COMANDA

E’ strano l’effetto che fa leggere i propri racconti a distanza di tempo…sopratutto se sono un pò “autobiografici”. Mi scuso per lo strappo alla consecutio temporum della saga ma prima di pubblicarla ho dovuto pensarci parecchio. Uno dei motivi, oltre alle varie perplessità sulla forma, è che lo “spirito” del racconto non mi rappresenta per quello che sono ora. Non è tanto la situazione triste a non esserci (per ora… ma la Ragione avrebbe da dire diverse cose a proposito) ma è il comportamento del protagonista: la Ragione. Evidentemente era più giovane,energica e ,allo stesso tempo però, supponente e arrogante. Non si rattrista per quello che succede attorno a lui più di tanto ma si vanta del fatto di averci indovinato fin da subito. Non coglie ancora l’aspetto grandioso di una esperienza di quel tipo che, seppur epilogando in maniera non ideale (utilizzando un eufemismo), ha dato emozioni e vita. Per come lo vedo io, la Ragione (si, è maschile) oggi è proprio quella figura zoppicante,malinconica ma più comprensiva verso gli altri coinquilini che è possibile ritrovare nella parte V.

AL CUOR NON SI COMANDA III (2008).

La ragione gongolava, gongolava con aria soddisfatta e con un ridicolo cappellino da party in testa, di quelli a forma di cono talmente piccoli che non sarebbero calzati nemmeno ad un gatto. Eppure non si curava assolutamente del suo aspetto, la festa alla fin fine era Sua. Era la celebrazione del suo trionfo, doveva far rilassare e tornare come prima il suo fisico, dopo la tempesta tremenda che aveva dovuto sopportare era ora di tornare a fare cose sensate.Si avviò attraverso la Hall delle Grandi Feste (tenute come al soito di notte), situata nella parte posteriore dell’encefalo, salutò i tanti invitati: qualche ormone che fumava in silenzio colpito da una depressione profonda malgrado la musica fosse ad altissimo volume, i vari furbizia e imbroglio che giocavano a carte (barando ovviamente), timidezza che si era messa a guardare la parete fingendosi interessata, orgoglio che gonfiando il petto si vantava di aver resistito e di aver affrontato la situazione con dignità (la quale annuiva e confermava), serenità che finalmente si faceva vedere in pubblico con quell’aria stralunata e sognante che solo lei aveva…Dopo aver detto le solite frasi di rito, una pacca là, una pacca qua, si diresse verso Eros il quale stava spaparanzato su una poltrona con parecchi pacchetti di fazzoletti in tasca. Gli faceva pena. Malgrado lo ritenesse un cretino, un soggetto che seguiva soltanto quei maledetti impulsi irrazionali, senza senso, che aveva fatto fare un sacco di cavolate di tutti i tipi a Lui, la Ragione sapeva benissimo che era pur sempre un elemento fondamentale e perciò, in quanto direttore del corpo, aveva deciso di tirargli su il morale. Si avvicinò con due  bicchieri d’acqua (la Ragione era astemia per definizione) e salutò coridalmente quello strano tipo, leggermente strabico (o meglio sembrava avesse visioni), aria leggermente brilla che biascicava in continuazione il nome di ‘quella’.‘Salve Eros, suvvia mostrami un sorriso, amico mio, non vorrai pensarci per sempre?’‘Come potrei non farlo, lei è la mia aria, il mio mondo…’

La Ragione lo squadrò con uno sguardo che avrebbe fatto gelare un cammello nel deserto:

‘Sii serio, Te lo avevo detto che sarebbe andata così, ma come al solito ti sei Illuso, credendo in cose che non c’èrano. E poi non ho Mai capito cosa avesse di tanto speciale, l’unica cosa che ha fatto è stata quella di rovinare il mio lavoro e quello di tutti. Se si potessero elencare le cavolate varie che ho dovuto sopportare in questi mesi, si potrebbe scrivere un libro di barzellette, Eros. Dai, alzati, balla, canta..fai ‘casino’ come solo tu sai fare!!! Ne troveremo una, fidati e lei sarà quella giusta per il nostro Soggetto. Perchè dannarsi ancora? Ci ha semplicemente presi in giro (anche se l’avevo detto)..dai!!’

Con aria pigra Eros si mise in piedi e si diresse verso il gruppo di ormoni che avevano cominciato a fare un trenino ballando a ritmo di musica. La Ragione sorrise soddisfatta e disse sottovoce: ‘perchè cadiamo? Per imparare a rialzarci.’

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