(AAR) Republiek der Zeven Verenigde Nederlanden (Province Unite) – EMPIRE TOTAL WAR – PARTE I

In attesa di articoli a proposito dei meravigliosi “videogiuochi” della serie Total War, vi presento il mio primo e unico (per ora) AAR.
Per chi non sapesse cos’è un’AAR : una versione romanzata di una partita. Niente di più. La scrissi tempo fa e onestamente rimpiango quelle calde (era l’estate 2009) battaglie indiane…
Mi piace inventare storie e, prendendo spunto da una divertente partita a quel controverso gioco che fu Empire Total War, ho scritto di questa lunga guerra e dei personaggi protagonisti. Ho giocato con l’Olanda (allora Province Unite, una repubblica) .
Ascesa di un Impero nel XVIII secolo…

 

EMPIRE OLANDA

24 Settembre 1749, INDIA – Accampamento Della Repubblica delle Province Unite a Sud di Goa

“Permesso?”
“Avanti!”
Col tricorno sotto braccio mi avvicinai sudando freddo a quello che a detta di molti era una leggenda vivente: Bartholomeus Van de Vondel, l’incubo dei Maratha.
Sguardo arcigno, viso abbronzato e corporatura magra, aveva 39 anni.La sua carriera era stata brillante: ereditato il comando delle truppe nelle Indie Orientali dal grande Generale Adam Hoffman, guardato con scetticismo (e invidia: si vociferava fosse amico del neo ministro della guerra) da tutti gli addetti ai lavori aveva invece riorganizzato le truppe e fatto costruire forti difensivi lungo la il confine con Hildebarad scacciando gli indiani. Stava seduto e studiava accuratamente dei fogli ingialliti sulla scrivania piena di mappe e fogli sparsi. Lui, che aveva da solo preso 2 regioni grandi quanto 5 volte le Province Unite.Senza mai perdere una battaglia. Un anno prima era stato sulla bocca di tutti il suo trionfo contro una icursione nemica dove aveva completamente distrutto un’armata maratha. E gli uomini lo amavano.
“Siete il signor Landseer, o sbaglio?”
“Sissignore”
“Bene, benvenuto sul fronte, spero ormai si sia abituato a questo clima umido e alle zanzare; io ormai non ci faccio più caso o almeno mi convinco di ciò.Lasciamo da parte i convenevoli signore, la Repubblica deve preservare le regioni del Sud e rafforzare la linea lungo il Bijapur, quei fanatici sono in tanti e hanno l’appoggio della popolazione e come vede devo tenere ben 15 reggimenti qua in città solo per tenerli buoni..per ora bastano. Il suo compito sarà marciare il prima possibile su Hidebharad, le darò 7 reggimenti della VOC e qualche pezzo di artiglieria.Domande?”
“Signore, l’operazione di accerchiamento si farà?”
“Vedo che le voci circolano in fretta….bè certo che si farà. Ho appena ricevuto notizie di una battaglia al largo di Goa con un trionfo della nostra flotta, presto sbarcherà un contingente che la prenderà. Lei farà il suo.Io farò il resto. Occhio alla fanteria pesante e addestri bene la cavalleria, quei poveracci più di una volta sono stati messi in fuga da una carica sul fianco. Sono convinto che sia all’altezza del compito.
Buona Fortuna.”
Mi allontanai e lo lasciai tra le sue carte, e mentre mi avviavo dalle mie truppe mi chiesi se ce l’avrei fatta..

9 Dicembre 1749 – Sathara, India.
Van De Vondel assediava la città. Io ero riuscito a prendere Hildebarad con un assedio senguinoso pochi giorni prima.
Ora ai Maratha rimaneva un solo insediamento e i Moghul continuavano a tartassarli a Nord. Mi comuncò solo di rafforzare le difese a Hidelbarad. Lui avrebbe attaccato al più presto la città e se le cose fossero andate male avrebbe fatto ripiegare parte delle truppe nella città appena conquistata.
Avrebbe perso per la prima volta in vita sua? I Maratha si sarebbero difesi fino alla morte ma quanto sarebbero potuti resistere alle cannonate e alle truppe addestrate del “signore dell’india”?
Mi allontanai dall’accampamento con questi dubbi ma contento di vivere un momento storico per la Repubblica in prima persona…

Avete mai visto l’inferno? Io si. Ringrazio ancora Dio di avermi fatto scampare a quel massacro i cui ricordi mi porterò dentro fino alla tomba.
Quell’afoso giorno indiano di Dicembre ero davanti alla città di Satara come granatiere con l’esercito del Generale Van de Vondel.
I Maratha ci stavano aspettando dietro quelle maledette mura.
Il Generale poteva aspettare ma i Moghul ci avevano dichiarato guerra e aspettare voleva dire essere una facile preda per quegli infimi indiani…annientare definitivamente i Maratha per poi dedicarci ai loro…
E così eravamo là ad assaltare la più grande fortezza indiana piena zeppa di soldati….
I nostri cannoni tuonarono e cominciarono a colpire le mura e Van de Vondel diede il segnale: le truppe di fanteria di linea avanzarono a passo cadenzato con la bandiera rosso-bianco-blu che sventolava..
Dopo 4 ore la battaglia non si sbloccava: sulle mura si combatteva all’ultimo sangue e i nostri non avanzavano. Poi finalmente le mura cedettero e venimmo inviati presso la breccia insieme alla cavalleria e quello fu veramente l’inferno: sangue,urla e migliaia di indiani che si frapponevano fra noi e la gloria, fra noi e la vita. I nostri erano coraggiosi ma anche i cuori dei più temerari vennero messi a dura prova e piano piano qualche unità si diede alla fuga…
Van de Vondel, ritira le truppe! Perfavore! Qui non ne usciamo vivi. Niente,continua ad inviare i contingenti, ecco la VOC e gli indigeni.
Altra la cavalleria nella breccia.
Intanto scorgo tra il fumo la nostra bandiera sulle mura…le abbiamo prese!!! Ma poi guardo avanti e vedo ancora migliaia di maratha che ci aspettano.
Giorni dopo venni a sapere che il generale ebbe 5 reggimenti di rinforzi provenienti da Est che in quel momento prendevano le mura, occupavano gli edifici e massacravano le truppe a presidio della zona centrale.
Intanto però noi morivamo….e le ore passavano…
Pian piano le truppe indietreggiarono fino a darsi alla fuga: prima un manipolo di uomini, poi un gruppetto e infine unità intere correvano inseguite dai Maratha. Anche la mia unità fece dietro-front e non penso ci sia da vergognarsene, volevo vedere voi a farvi prendere a moschettate da migliaia di fanatici indiani. Che ci stavano alle calcagna.
E ad un tratto lo vidi. Van de Vondel con la sua guardia che distraeva gli indiani e si fece inseguire dando a noi la possibilità di metterci in salvo. E nello stesso tempo i rinforzi prendevano la piazza.
Fu questione di ore e la città fu olandese….e arrivò la fine per i Maratha.
Io me la cavai con una ferita alla gamba destra ma moltissimi dei miei compagni non ce la fecero e rimasero laggiù. Per sempre.
Il Sud dell’India era olandese.

Erick de Nojer, ex granatiere 4° reggimento delle Armate Olandesi in India.

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